mercoledì 1 luglio 2009

Gravidanza a rischio: cause e prevenzione

La gravidanza è senza dubbio uno dei periodi più belli per la futura mamma, la quale porta dentro di sé una piccola vita che le regalerà gioie ed emozioni.
Sfortunatamente, bisogna però tener presente che nel corso di questo periodo possono insorgere delle complicazioni che potrebbero trasformarla in una gravidanza a rischio.
Ciò significa che emergeranno condizioni patologiche reali o potenziali che potranno compromettere la salute o lo vita della mamma, del bambino o di entrambi.

I fattori di rischio

I fattori che caratterizzano una gravidanza a rischio sono molteplici, approfondiamoli nel dettaglio:

- età della madre: una ragazza minore di 15 anni corre il rischio di sviluppare la preeclampsia (aumento della pressione arteriosa, proteine nelle urine, ritenzione idrica durante la gravidanza) e la eclampsia (convulsioni dovute alla preeclampsia); così come una donna maggiore di 35 anni potrebbe incorrere in rischi come aumento della pressione arteriosa, diabete gestazionale, complicazioni durante il parto o causate dall'anestesia, fibromi o sviluppo di anomalie cromosomiche (come la sindrome di Down)

- peso/altezza della madre: se la madre pesa meno di 45 Kg, il nascituro può nascere sottopeso, mentre se soffre di obesità, il bambino potrebbe essere troppo grande e la madre soffrirebbe quindi di diabete gestazionale. Anche l’altezza è importante, infatti se la donna è alta meno di 1,60 cm, potrebbe avere un parto prematuro in quanto la pelvi è troppo piccola

- RH sanguigno: se la madre e il feto sono RH negativo, non ci sarà nessun problema durante la prima gravidanza. Se, però, anche la seconda gravidanza è RH negativo, alla madre devono essere somministrati anticorpi anti RH affinché non ci siano problemi di emolisi (distruzione dei globuli rossi del sangue) e di aborto

- alterazioni strutturali dell’apparato genitale: anomalie nelle ovaie o nell'utero possono provocare l'aborto; anche i fibromi (tumori benigni uterini) possono causare parti prematuri, presentazione anormale del feto o complicazioni durante il parto

- malattie materne: malattie come l'ipertensione arteriosa, malattie renali, diabete, cardiopatie, disturbi alla tiroide o nella coagulazione, malattie autoimmuni o respiratorie, possono causare problemi durante la gravidanza e il parto

- fattori e sostanze teratogene: queste sostanze interferiscono nel normale sviluppo del feto, causando certe anomalie. Ad esempio, troviamo le radiazioni (raggi X, UVA, UVB), infezioni (rosolia, varicella, sifilide, toxoplasmosi), malattie materne come il diabete, l’assunzione di alcuni farmaci ed infine alcol e droghe

- distacco della placenta: può verificarsi quando la placenta stessa, normalmente impiantata, inizia a staccarsi dalla parete dell’utero. La causa è sconosciuta, nonostante sia associata alle malattie ipertensiva, cardiovascolare o reumatoide e, in particolar modo, all'uso di droghe.

Calcolo del rischio

Per cercare di calcolare se una gravidanza è a rischio, è bene effettuare un’anamnesi familiare e tener conto di fattori come l’età della donna, le precedenti gravidanze se ce ne sono state, la presenza di malattie o di anomalie del tratto genitale o ancora, non meno importanti, la componente emotiva e l’ambiente familiare/sociale circostante.
Identificare precocemente una gravidanza a rischio, quindi, è importantissimo in quanto permette di intervenite tempestivamente, tranquillizzare la futura mamma e offrire al medico indicazioni precise per programmare eventuali interventi da attuare durante la gravidanza e al momento del parto.

Condotta

Come dobbiamo comportarci se ci viene diagnosticata una gravidanza a rischio?
Se il rischio è basso, sarà sufficiente attenersi rigidamente a tutti i controlli che il medico riterrà necessari e con una certa frequenza; al contrario, se è alto, la soluzione migliore è senza dubbio il ricovero, grazie al quale sarà possibile monitorare continuamente lo svolgimento della gravidanza grazie ad un’équipe composta da ostetrici, neonatologi, anestesisti e specialisti.

Prevenzione

Alcune condizioni di rischio possono essere indubbiamente limitate grazie a piccoli gesti e ad una buona prevenzione:

- prima della gravidanza: basterà effettuare degli esami per verificare la possibile presenza di malattie ereditarie, anomalie cromosomiche o mutazioni genetiche; o ancora tenere sotto controllo patologie come diabete o ipertensione.
- dopo la gravidanza: è consigliabile affidarsi alla costante consulenza di un medico e a tutti i controlli da lui consigliati; inoltre basterà migliorare la propria qualità della vita, come bere poco caffè, evitare fumo e alcool, mangiare sano ed evitare sforzi fisici.

martedì 30 giugno 2009

Gravidanza in estate: come difendersi dal caldo

L’arrivo dell’estate e del caldo torrido è spesso fonte di disturbi e per alcune persone può rappresentare un fastidio non indifferente. Disidratazione, stanchezza, pressione bassa e difficoltà nei movimenti sono solo alcuni dei sintomi con i quali tutti ci troviamo ad avere a che fare quando l’estate è particolarmente calda. Si tratta ovviamente di piccoli fastidi che, nella maggior parte dei casi, non hanno conseguenze di rilievo ma che possono essere particolarmente fastidiosi per persone che si trovano in condizioni fisiche particolari, come le donne in gravidanza. Affrontare una gravidanza in estate può risultare un’impresa molto spossante, ma non c’è nulla da temere né per sé né per il proprio bambino. Se siete in dolce attesa e l’estate è particolarmente torrida non preoccupatevi, basta seguire alcune semplici regole comportamentali e riuscirete a godervi appieno tanto la gravidanza quanto le meritate vacanze.

Al mare

Riguardo l’esposizione ai raggi del sole che avviene in spiaggia è subito doverosa una precisazione: la temperatura corporea resta sempre stabile, anche quando ci esponiamo ai raggi del sole. La percezione del calore può erroneamente indurre a pensare che la temperatura del corpo aumenti ma non è affatto così e, ovviamente, non aumenta nemmeno la temperatura dell’utero. Tuttavia il caldo e l’esposizione al sole possono provocare disturbi ad una donna in dolce attesa che, già di per se, si trova in uno stato di ipotensione. L’abbassamento dei valori pressori dovuto al caldo, unito alla sudorazione e alla disidratazione, può portare la futura mamma al collassamento. Cosa fare per evitare che ciò accada? È bene non esporsi al sole per periodi prolungati, bere molta acqua per evitare la disidratazione e passeggiare nelle ore meno calde con le gambe immerse nell’acqua. Le passeggiate in riva al mare con le gambe nell’acqua sono particolarmente utili per evitare che la vasodilatazione crei un’ insufficienza venosa ed accentui quindi la varicosità del circolo superficiale degli arti inferiori. È poi importante proteggere la pelle utilizzando una crema solare a fattore ultra alto. L’esposizione al sole può portare infatti all’insorgere del cloasma gravidico, detto anche “maschera della gravidanza”. Si tratta di un disturbo che si manifesta sotto forma di chiazze scure localizzate principalmente su naso, fronte, zigomi e labbra. Il cloasma gravidico è causato dai repentini cambiamenti ormonali che favoriscono l’accumulo di melanociti in alcune zone del corpo. I sintomi tendono a scomparire naturalmente con la fine della gravidanza e non hanno comunque conseguenze negative per la salute del bambino.

Nella vita di tutti i giorni

Combattere il caldo in gravidanza non è un’impresa che riguarda soltanto la spiaggia e momenti dell’esposizione al sole. Problemi e fastidi potrebbero infatti insorgere anche a causa del caldo che quotidianamente si è costretti a subire in casa o per le strade della propria città. Innanzitutto è bene evitare di uscire nelle ore in cui il sole è più pericoloso e il caldo è davvero eccessivo, cioè da mezzogiorno alle quattro del pomeriggio. È necessario inoltre rimpiazzare i liquidi che vengono espulsi attraverso il sudore bevendo acqua, succhi di frutta, latte e bevande ricche di sali minerali. A tale scopo è importante curare anche l’alimentazione, che deve contenere dosi giornaliere di frutta e verdura.

L’abbigliamento deve ovviamente essere fresco e deve consentire al corpo di respirare. I vestiti e l’intimo premaman devono essere di un tessuto fresco come ad empio il cotone e il lino che, oltre ad essere leggeri, assorbono facilmente il sudore. Le scarpe devono essere particolarmente comode ed è bene lasciare le dita delle mani libere da ogni tipo di anello, in modo da evitare eccessivi fastidi dovuti all’eventuale rigonfiamento degli arti.

Se il caldo delle mura domestiche e quello delle strade sono davvero insopportabili può essere piacevole recarsi in supermercati, negozi e grandi magazzini per fare un po’ di shopping. Un’ottima idea, ad esempio, è quella di recarsi in un negozio di articoli per bambini ed acquistare qualcosa per il piccolo unendo così l’utile al dilettevole. È importante però che l’aria condizionata dei negozi sia regolata in modo adeguato: se si percepisce un eccessivo sbalzo di temperatura rispetto all’esterno bisogna uscire subito dal negozio e cercarne un altro più accogliente.

E voi, future mamme, come vi state difendendo dal caldo di questi giorni?

venerdì 26 giugno 2009

Il nuovo sito di Bimbomarket: ancora più bello, semplice e intuitivo

È online il nuovo sito di Bimbomarket, ricco di novità che renderanno il vostro shopping on line ancora più piacevole. Collegatevi su www.Bimbomarket.it: troverete in home page un simpatico video di presentazione che vi guiderà nella scoperta di tutte le nuove funzionalità e un fantastico sconto di benvenuto!

Ecco alcune delle principali funzionalità del nuovo sito.

Il nuovo look

Il look del nuovo sito di Bimbomarket, è bello e al tempo stesso semplice, in grado di rendere la navigazione agevole anche agli utenti meno esperti. La nuova grafica resta fedele allo stile elegante ed allegro di Bimbomarket e, contemporaneamente, rende il vostro shopping più semplice e piacevole.

La barra delle fasce di età


In home page trovate un’importante novità: la barra delle fasce di età. Grazie alla barra delle fasce di età è possibile visualizzare i prodotti dell’immenso catalogo di Bimbomarket dividendoli in base all’età del vostro bambino. Volete acquistare un prodotto per il vostro bimbo di quattro mesi? Ciccate sul pulsante “3 mesi+” e visualizzerete la sola parte del catalogo contenete i prodotti adatti al vostro bambino!

Una ricerca più semplice


Trovare i prodotti di cui avete bisogno e concludere l’ordine è ora ancora più facile grazie ad una serie di strumenti ideati appositamente per facilitare la ricerca. Digitando una parola nella casella “ricerca”, il nuovo sito vi suggerisce automaticamente tutti prodotti correlati alla parola digitata: basta ad esempio digitare “passeggini Chicco” per vedersi apparire una serie di suggerimenti riguardo i modelli di passeggini Chicco presenti nel catalogo.
Inoltre, grazie ai nuovi filtri di ricerca, avete la possibilità di visualizzare i prodotti dividendoli per categoria, per marca, in base all’età dei bimbi a cui sono destinati e in base alle caratteristiche dei prodotti stessi. C’è inoltre la possibilità di combinare i vari filtri tra loro, rendendo il risultato della ricerca il più possibile preciso e quindi in grado di soddisfare le esigenze specifiche di ogni singolo cliente.

Maggiore visibilità per le offerte


I prodotti in offerta hanno una maggiore visibilità, consentendovi di trovare subito le occasioni migliori. Inoltre potete effettuare la ricerca del prodotto che vi interessa utilizzando il filtro “offerta”, in modo da visualizzare solamente i prodotti che potete acquistare ad un prezzo speciale!

Pagine di catalogo e di prodotto più chiare e ricche di informazioni


Nelle pagine di catalogo potete visualizzare i prodotti raggruppati per modello. Accanto ad ognuno di essi trovate delle piccole immagini raffiguranti tutte le varianti disponibili.
In più, nelle pagine di ogni prodotto ci sono diverse informazioni aggiuntive, come i tempi e costi di consegna, la disponibilità e i giudizi degli utenti.
Nel nuovo sito di Bimbomarket, quindi, chiunque può lasciare un giudizio sui prodotti acquistati e i più indecisi hanno la possibilità leggere i giudizi di chi ha comprato prima di loro.


Cosa aspettate? Il nuovo sito è on line: visitatelo e fateci sapere che ne pensate.

Aspettiamo i vostri commenti e i vostri preziosi suggerimenti!

giovedì 28 maggio 2009

Il massaggio in gravidanza


L’arte del massaggio nasce con la vita ed è il mezzo più antico, naturale ed istintivo per rigenerare il corpo e la mente. Ci basti pensare all’effetto benefico anche solo di una semplice carezza.
In ogni cultura ed in ogni epoca, il massaggio è stato utilizzato anche durante il periodo della gravidanza, sia come supporto al travaglio e al parto, sia come semplice “linguaggio” di comunicazione tra madre e bambino nel corso dei nove mesi di dolce attesa.
Infatti, durante la gravidanza, ogni mamma massaggia inconsapevolmente il bambino e si lascia massaggiare da lui interpretando i bisogni e i desideri che egli esprime tramite movimenti e posizioni.

Importanza del massaggio in gravidanza e principali benefici

Il massaggio in gravidanza (o prenatale), riveste un’importanza fondamentale per il benessere della futura mamma, in quanto risulta il mezzo più efficace e naturale per prevenire e risolvere varie problematiche senza alcun rischio e nessun effetto collaterale. Il massaggio, infatti, agisce positivamente su vari aspetti:

- curativo: nel caso di dolori, lombalgie, crampi muscolari o problemi circolatori agli arti inferiori. Il peso della pancia, infatti, provoca un aumento dell’iperlordosi lombare, agevolando la diffusione di eventuali dolori alla schiena, pesantezza agli arti inferiori e vene varicose. In questo caso il massaggio accrescerà le funzioni dei muscoli e delle articolazioni, migliorerà la circolazione e tonificherà il corpo

- antistress: combatte lo stress durante la gravidanza in modo naturale. Il rischio, altrimenti, è quello di essere colpite da rigidità muscolare che, a sua volta, provoca l’irrigidimento delle pareti uterine rendendo la gravidanza spesso problematica, come ad esempio provocare una nascita prematura

- benessere fisico e psichico: con l’aiuto del proprio partner, la mamma potrà creare una sorta di contatto emotivo ed energetico con il suo bambino. In questo modo, infatti, il piccolo si sentirà cullato dai suoi genitori, stabilendo con loro una relazione equilibrata ed armoniosa

Tra i benefici che produce il massaggio prenatale, ci sono anche un rilassamento e la diminuzione dell’insonnia, il sollievo alle articolazioni relativamente al peso che devono sopportare nel corso dei nove mesi, un gradevole sollievo al collo e alla schiena provati dallo squilibrio dei muscoli e dalla relativa debolezza. Il massaggio aiuta, inoltre, a mantenere la corretta postura, a preparare i muscoli ad essere usati durante il parto, a ridurre il gonfiore delle mani e dei piedi ed infine ad alleviare il mal di testa e la congestione del seno.

Frequenza del massaggio prima e dopo il parto

Alcuni medici sconsigliano di usufruire dei massaggi durante il primo trimestre di gravidanza a causa dei forti cambiamenti fisici ed ormonali cui è soggetta la donna.
Solo a partire dal secondo trimestre la futura mamma avrà acquisito dimestichezza con la sua nuova condizione e potrà quindi giovare delle sollecitazioni del massaggio, senza però mai esagerare con il numero di sedute. In questo periodo, infatti, la frequenza migliore è di una volta a settimana per una durata variabile tra i 10 minuti ed un’ora.
Solo nel terzo trimestre le sedute potranno anche raddoppiare.

Una volta concluso il parto, è consigliabile aspettare i classici 40 giorni prima di riprendere le sedute: durante questo periodo, infatti, l’utero deve far cicatrizzare le ferite del parto e ritornare alle dimensioni ed alla posizione normale, così come l’intestino che viene leggermente dislocato.
In seguito il massaggio aiuterà la muscolatura addominale della mamma a recuperare il tono ed avrà quindi un semplice effetto estetico.

Controindicazioni

Il massaggio prenatale non presenta particolari problemi di sicurezza per la salute della donna, ma è sempre consigliabile consultare il proprio medico di fiducia prima di affidarsi alla pratica di un terapista, specialmente se si dubita della sua esperienza.
In ogni caso, prima di iniziare la seduta, è bene informare il massaggiatore dei problemi fisici che si stanno avvertendo durante la gravidanza.

Le principali situazioni nelle quali il massaggio è generalmente sconsigliato sono:
- fuoriuscite di acqua o si sangue
- diabete
- febbre
- nausee mattutine, vomito o diarrea
- vertigini o palpitazioni
- alta pressione sanguigna
- dolori addominali