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martedì 14 aprile 2009

Svezzamento: come e quando iniziare?


Lo svezzamento è uno dei momenti più importanti nella crescita del bambino.
Questo è un momento di doppio passaggio che comporta uno sviluppo complessivo per il bambino.
Si tratta di uno sviluppo fisico, costituito dalla comparsa, accanto al latte, di altri alimenti, altri sapori, altri odori e dall’utilizzo dell’apparato digerente in maniera più complessa,affiancato a uno sviluppo e a un momento di crescita psicologica.
Il bambino che riceveva fino a quel momento nutrimento solo dalla mamma, con un contatto fisico molto forte, ora lo recepisce anche da altri agenti (questo aspetto, a volte, accompagna anche un piccolo trauma per molte mamme, impaurite da questo distacco che è del tutto naturale e non mina minimamente il rapporto con i propri figli).

Per l’inizio dello svezzamento non vi sono date e scadenze, ma dopo il 4° mese di vita, quando gli enzimi gastrointestinali (sostanze che permettono la digestione dei cibi) sono in grado di assimilare i nuovi alimenti, e non oltre il 6° mese, quando solo il latte non è più in grado di coprire il fabbisogno calorico, di ferro, rame e di altri minerali, si può intraprendere questa piccola grande avventura per mamma e bambino.

Oltre ai dubbi legati al momento più o meno adatto per iniziare lo svezzamento, è molto importante per una mamma , capire come procedere.
Sarà bene tenere in considerazione, prima di tutto, una regola fondamentale: non procedere mai per tappe rigide, non forzare troppo e non preoccuparsi degli “sgarri” alla tabella di marcia.
Il bambino proprio in questa fase comincia ad autoregolarsi, a conoscere sapori e consistenze e, di conseguenza, anche a scegliere; comincia, e continuerà sempre più, a provare voglia di mangiare determinati alimenti rispetto ad altri, man mano che li conoscerà, avrà predilezione per alcuni gusti e maggiori difficoltà con altri.

L’OMS consiglia uno svezzamento completo lungo, ovvero di affiancare comunque il latte fino ai 24 mesi, ma nei paesi industrializzati questo non avviene quasi mai.

All'inizio si dovrà procedere con l’introduzione, una sola volta al giorno, di frutta e della "prima pappa" ovvero il brodo vegetale.
In questo periodo è possibile introdurre un alimento nuovo ogni 5 giorni, esempio bieta, zucchina, zucca, fagiolini freschi (pochi), la scarola, il finocchio e tutte le verdure di facile digestione, da aggiungere alla preparazione del brodo vegetale.

Questa cadenza permetterà di non traumatizzare il piccolo, abituarlo e soprattutto constatare possibili allergie o intolleranze alimentari.

Per la preparazione del brodo vegetale :

Bollire patate, carote e zucchine (100 gr patate, 100 carote, 100 zucchine in un litro d’acqua, rimarranno circa 200 ml di brodo), non aggiungere mai sale.

Dal brodino si passerà, dopo poco più di un mese, alla "seconda pappa" (ovvero due nell'arco della giornata) aggiungendo crema di riso (circa 3 cucchiai) e a giorni alternati liofilizzato di carne.

Ingredienti: brodo vegetale
Crema di riso (circa 3 cucchiai colmi)
Liofilizzato di carne (mezza bustina). Dovranno essere introdotti quelli di carne bianca dopo 2-3 settimane, prima agnello e coniglio, per arrivare dopo i sette mesi al pollo, tacchino e prosciutto cotto.

Per il pesce è bene iniziare con quello di acqua dolce, come la trota che provocano solitamente meno allergie e poi passare a sogliola, spigola, merluzzo.
È invece meglio aspettare il primo anno per introdurre l’uovo, sempre ben cotto.


Quelli che abbiamo voluto proporvi sono dei piccoli accorgimenti generale, dieta, tempi e modalità di svezzamento personalizzati dipendono molto da ogni singolo bambino e vanno studiati e affrontati con l’aiuto del proprio pediatra.

Lo svezzamento è davvero una grande avventura, formativa in senso fisico e psicologico, per questo mamme e papà dovrebbero viverlo con serenità, sfruttando al massimo le occasioni per spronare il proprio piccolo, ma anche cercando di capirne segnali e gusti che man mano si faranno sempre più definiti.


Per aiutare i giovani genitori in questa che sembra un’impresa, oltre a tanta pazienza, esistono anche alcuni utili “aiutanti”, per rendere ogni momento leggero e divertente, dai tantissimi tipi di seggiolone coloratissimi e adatti anche per il riposino post- pappa, a cucchiai per la pappa sonori o i bavaglini con maniche, a prova dei bambini più vivaci!

mercoledì 25 marzo 2009

È primavera e con il Trio Chicco Scoop cominciano le novità su Bimbomarket!


È davvero arrivata la bella stagione e da Bimbomarket cominciano le novità in esclusiva per i suoi amici e clienti: in anteprima online il Trio Chicco Scoop!

Da Bimbomarket al prezzo eccezionale di 429 euro potrete scegliere Chicco Trio Scoop in una delle 5 varianti: Africa, America, Asia, Europe ed Oceania e le spese di spedizione sono comprese nel prezzo!

Tutta la comodità dei sistemi trio nelle nuove e coloratissime combinazioni di Trio Scoop che comprendono: carrozzina, passeggino ultra-leggero e seggiolino in auto, tutto in uno!

Per vivere al meglio le passeggiate con il tuo bambino, dalla nascita fintai tre anni, Chicco ti offre Trio Scoop: un passeggino dal design fresco e moderno con una seduta ampia e uno schienale imbottito reclinabile; una navicella con dispositivo Click Clack per facilitare tutte le operazioni perchè si aggancia e sgancia dal telaio con una sola mano e un seggiolino Auto-Fix Plus del Gruppo 0+ con il tessuto traspirante e con l’ Ergòs System pensato per fornire sempre la postura migliore al bambino.

Ma con Bimbomarket le novità del Trio Chicco Scoop non finiscono, c’è tutto un mondo di utilissimi e praticissimi accessori da scoprire come il copri gambe, la mantellina parapioggia, il cestello portaoggetti colorato, la borsa in coordinato e il fasciatoio da viaggio.


C’è aria di primavera, c’è aria di novità con Bimbomarket, resta in contatto e scoprile ogni giorno!

Segui tutte le promozioni e anteprime di Bimbomarket anche su Facebook e YouTube

venerdì 20 marzo 2009

Vogliamo ancora le fiabe!


Un classico, come l’emozionante storia dei fratellini HÄNSEL E GRETEL e della loro avventura nel bosco e nella casetta di marzapane, oppure scoprire i mille insegnamenti sempre validi per tutti di una favola fantastica ed emozionante come Pinocchio e il suo paese dei balocchi.

A volte la tecnologia, il susseguirsi di giocattoli sempre più moderni, stimolanti e coloratissimi, pensati per i bambini di tutte le età, fanno perdere di vista le classiche storie, da raccontare, magari prima di andare a letto.

Le fiabe accendono la fantasia, propongono scenari sognanti in cui il bambino può vivere la storia e inventarne mille altre.

Così Bimbomarket in collaborazione con Sfera editore, ha deciso di proporre nel suo catalogo online tanti libri per ritrovare quel gusto di coccolare il proprio bimbo con mille favole fantastiche.

Per i più piccoli ci sono i “cucciolibri” tutti da afferrare e accarezzare mentre la mamma racconta le figure dei piccoli animali, oppure i libri e cd dei “bimbi in fiaba” mentre per i più grandi ci sono “i miei amici animali” per scoprire la natura che li circonda o i divertentissimi “cantalibri” per giocare e cantare tutte le canzoni per bambini.

Tra mille suoni, colori, giocattoli “iper”, riscoprire la magia delle fiabe può regalare ai bambini e ai loro genitori un’emozione tutta nuova.

Tra i libri di Sfera editore in vendita su Bimbomarket, ci sono anche gli utilissimi volumi della “Grande enciclopedia del bambino” per capire meglio e interpretare i piccoli segnali e comportamenti del nostro bambino, il cofanetto “le ricette per il mio bambino” contenente le migliori ricette suddivise per fasce d’età del bambino, dallo svezzamento fino ai 6 anni, ma comunque adatte a tutta la famiglia e quelli per prepararsi alla grande avventura della gravidanza, del parto e dei primi mesi.

mercoledì 11 marzo 2009

Insonnia del bambino: perché il mio bambino non riesce ad addormentarsi?

Il bambino, nei primi mesi di vita, ha una percezione del sonno-veglia decisamente diversa rispetto a quella dell’adulto, in quanto non conosce ancora la differenza fra il giorno e la notte.
Il suo ritmo, infatti, è indipendente dall’ambiente ma è regolato dalle sue esigenze primarie come la fame e la sete. Di conseguenza, per i primi mesi, la mamma dovrà cercare di adattare i propri ritmi a quelli del piccolo.
Solamente più avanti, verso il quinto mese, il bambino inizierà ad adattarsi progressivamente ai ritmi esterni e a regolari abitudini che lo aiuteranno a concentrare il sonno nelle ore notturne.

Durante l’infanzia, però, può accadere che il neonato presenti difficoltà ad addormentarsi oppure abbia continui risvegli notturni. Questo accade perché nel lattante il sonno è un processo in evoluzione, perciò è molto facile che durante i primi mesi venga colpito da insonnia.

L’insonnia è un fenomeno molto diffuso fra i neonati. Generalmente si manifesta con l’incapacità del bambino ad addormentarsi o riaddormentarsi in maniera autonoma. La maggior parte dei problemi legati all’insonnia sono transitori e tendono a risolversi spontaneamente con il passare del tempo.
In questa situazione, cercate di non lasciarvi prendere dal panico o dall’angoscia e provate a comprendere le cause che portano il neonato a svegliarsi durante la notte, ma soprattutto sarà vostro compito rassicurarlo con comportamenti ed atteggiamenti che non lo facciano ulteriormente agitare.

Come si manifesta?

L’insonnia del neonato viene diagnosticata quando compare per almeno tre notti a settimana uno dei seguenti sintomi:

- difficoltà ad addormentarsi per un tempo indicativamente maggiore di 45 minuti
- risvegli multipli con oltre 30 minuti necessari per riaddormentarsi
- risvegli precoci

Esistono due tipi di insonnia: quella agitata e quella calma.
Nel primo caso il piccolo non riesce a stare fermo e si muove costantemente, mentre nel secondo caso è praticamente immobile con gli occhi aperti. Proprio quest’ultima tipologia è anche quella più grave, in quanto può nascondere una probabile malattia a livello psichico.

Quali possono essere le cause?

Durante il primo anno di età, non esiste un’unica causa da attribuire a questo disturbo, infatti possono essere molteplici, da fattori genetici a problemi di relazione bambino-genitori, da cause organiche a problemi psicosociali. Vediamo nel dettaglio le varie ipotesi:

- il neonato ha assunto cibo e bevande in quantità eccessive durante la notte: di conseguenza l’addormentamento iniziale e successivo ai risvegli notturni avviene solamente in associazione con eccessiva quantità di liquidi o di alimenti.

- piccole coliche durante i primi mesi di vita: l’insorgenza delle coliche potrebbe portare ad una disfunzione dei processi di maturazione del ritmo sonno-veglia; inoltre, nel periodo subito dopo la colica, si potrebbe instaurare un disturbo del sonno caratterizzato da risvegli multipli nel corso della notte oppure con riduzione della durata totale del sonno. Questo avviene in quanto questi bambini durante i primi mesi, sono facilmente irritabili e sensibili ai cambiamenti dell’orario di addormentamento, di conseguenza è importante praticare una corretta igiene del sonno

- disturbi di inizio del sonno per associazione: può accadere che il bambino associ il momento appena prima di addormentarsi a rituali fissi (presenza della mamma insieme a lui, una ninna nanna, una carezza), per questo se durante la notte si dovesse risvegliare e non ritrovare le stesse condizioni presenti al momento precedente dell’addormentamento, è improbabile che riuscirà a prendere nuovamente sonno

- allergia: il neonato potrebbe essere allergico alle proteine del latte o ad altri sostanze allergene alimentari. La sintomatologia è simile a quella delle coliche, con la differenza che scompare con la semplice rimozione dell’alimento

- lo stato emotivo della madre: madre e figlio vivono un rapporto simbiotico, quindi se la mamma sta vivendo un conflitto interiore, oppure non è serena, il piccolo se ne accorge e durante la notte non riuscirà a dormire serenamente. La mamma dovrà quindi agire in base a ciò che è meglio per lei, che di conseguenza sarà anche ciò che è meglio per il suo piccolo

- il caos: è probabile che il disordine e la confusione creata da troppe persone che si trovano in casa, oppure i continui spostamenti ai quali il bambino viene sottoposto, lo agitino a tal punto da non renderlo tranquillo

Cosa (non) fare?

Innanzitutto è importante conoscere i principi basilari di igiene del sonno dell’infanzia e soprattutto quali sono le comuni abitudini scorrette che possono instaurare o cronicizzare un problema di insonnia nei bambini, come ad esempio:

- cullarlo in braccio finché non si addormenta
- fargli il bagnetto prima di andare a letto, in quanto nel piccolo è uno stimolo eccitante
- somministrare tisane o camomilla prima di farlo dormire
- dare da bere o allattarlo durante l’addormentamento

Per migliorare il sonno del bambino spesso è sufficiente intervenire su queste abitudini di vita e sui fattori ambientali (il rumore, la temperatura e la luce nella stanza, ecc.), applicando i principi di igiene del sonno, ovvero:

- aiutare il bambino ad associare il sonno con il suo lettino
- mantenere costanti gli orari di addormentamento e risveglio
- mandare il bambino a dormire già sazio

In rari casi, può succedere però che il disturbo persista; in questi casi è opportuno prendere nota di qualsiasi comportamento insolito nel piccolo o dei cambiamenti che possono derivare dalla mancanza di sonno e parlarne con il pediatra o medico che saprà dare i giusti consigli.

mercoledì 4 marzo 2009

Allattamento al seno: consigli e suggerimenti per un dolcissimo momento!

L’allattamento al seno è il gesto più naturale e spontaneo per una mamma, in quanto sarà proprio il suo istinto a guidarla nella direzione giusta.
Allattare il proprio bambino è importantissimo, poiché gli assicurerà tutto ciò di cui ha bisogno per nutrirsi, difendersi da germi e batteri e soprattutto lo aiuterà a crescere seguendo un corretto sviluppo fisico, mentale, sociale ed emotivo.

Tutte le donne, salvo eccezioni particolari, possono allattare il loro bambino per almeno 4/6 mesi e, se lo desiderano, possono continuare finché il piccolo lo richiede, integrando al latte materno un’adeguata alimentazione solida.
Idealmente si inizia ad allattare già in sala parto e comunque è importante farlo entro le prime ore dalla nascita per stimolare la montata lattea e soprattutto per far assumere al bambino il colostro, liquido ricco di nutrienti particolari ed anticorpi.

Le regole generali

Relax: durante l’allattamento è importante essere rilassate e riposate, soprattutto nelle prime settimane dopo il parto; per questo, se possibile, richiedete l’aiuto del vostro compagno o di familiari.

Comodità: sia la mamma che il piccolo devono cercare di essere sempre comodi e rilassati, questo perché qualsiasi sia la posizione scelta durante l’allattamento, vi porterà a tenere il bambino vicino al seno per molto tempo. La comodità, quindi, è fondamentale! Inoltre ricordatevi sempre si proteggere schiena, braccia e gambe con adeguati sostegni, come ad esempio cuscini, poggiapiedi o braccioli.

Coccole: a volte può succedere che il bambino abbia sonno o magari sia un po’ agitato per vivere il momento dell’allattamento con il giusto relax. Per risvegliare il suo appetito, provate a coccolarlo con dolci carezze, vedrete che si calmerà e tornerà a mangiare serenamente.

Igiene del seno: un altro fattore importantissimo è mantenere il seno ben pulito, sia per evitare di trasmettere infezioni al bambino, sia per prevenire le ragadi. Per l’igiene locale, dal momento che il latte ha già un sufficiente potere antibatterico, vi basterà detergere il seno con semplice acqua e sapone ed asciugare poi delicatamente, senza usare salviettine intrise di detergenti intimi che tendono a rimuovere i grassi naturali della pelle e ad interferire con l’orientamento olfattivo del bambino verso la fonte del nutrimento.

Scegliere la posizione giusta

Si può allattare in diversi modi, ogni mamma piano piano troverà la sua posizione ideale.

Da sedute: scegliete una sedia, un divano o una poltrona, l’importante è che la vostra schiena sia sempre ben dritta. Adagiate il piccolo sul braccio, facendo in modo che la sua testa appoggi sulla piega del gomito in modo tale che non sia costretto a girare la testa per arrivare al seno. Infine assicuratevi che la sua schiena e la sua testa siano allineate.

Da sdraiate: se preferite mantenere una posizione sdraiata perché vi sentite affaticate oppure sentite dolore, per esempio, a causa dei punti di sutura in caso di parto cesareo, mettetevi sul letto distese sul fianco con l’aiuto di qualche cuscino. Fate sdraiare il bambino sul fianco e rivolto verso di voi, con la bocca all’altezza del capezzolo e sostenendolo.

Posizione "rugby": questa posizione, meno diffusa ma particolarmente indicata in caso di ingorgo mammario, è così chiamata perché il corpo del bambino viene tenuto sotto l'ascella della mamma con un braccio, mentre il capo è sostenuto con l'altra mano, proprio come un pallone da rugby.

Qualsiasi sia la posizione scelta, ricordatevi sempre di:
- tenere il bambino in una posizione laterale, rivolto con il suo pancino verso il vostro petto o la pancia;
- far in modo che il suo nasino sia all’altezza del capezzolo;
- sorreggere sempre la schiena del bambino e non la sua testa, per non tenerla bloccata in alcuna posizione;
- tenere il bambino molto vicino a voi, in modo che non debba aggrapparsi con la bocca al capezzolo rischiando quindi di danneggiarlo.

L’attaccamento al seno

Una volta trovata la posizione più adatta a voi, portate il piccolo al seno e mai viceversa: infatti, quando avrà la percezione del capezzolo vicino al suo viso, gli verrà naturale attaccarsi all’areola.
Offrite il seno al bambino tenendo il dito indice al di sopra dell'areola, in modo da impedire che la mammella poggi contro il suo naso, ed il dito medio al di sotto, in modo da far protendere maggiormente il capezzolo.

Durante l’allattamento, ricordatevi di non utilizzate gli stessi movimenti dell’allattamento al biberon, in quanto rischiereste di aumentare la difficoltà del vostro bambino di aggrapparsi alla mammella. Inoltre, non preoccupatevi di tenere il nasino del piccolo libero, poiché se è ben posizionato, vedrete che respirerà senza fatica; infatti, se userete le mani con lo scopo di aiutarlo a respirare, si rischia di modificare la forma del seno e diminuire quindi la sua presa.

Infine, per capire se il vostro bambino è attaccato al seno in modo corretto, possiamo suggerirvi alcuni piccoli accorgimenti:
- il suo naso e il suo mento toccano il seno
- la sua mascella si muove fino all’orecchio
- la sua bocca è ben aperta e ha le labbra rovesciate in fuori senza succhiarsi il labbro inferiore
- tra le labbra del bambino ed il vostro seno, si intravede la sua lingua
- il piccolo comprime leggermente l’areola senza fare sforzo con le labbra e la bocca
- non provate dolore

Ad ogni pasto, attaccate il bambino ad entrambe le mammelle, iniziando dal lato che è stato utilizzato per ultimo nella precedente poppata, per circa 10-15 minuti da un seno e 10-15 minuti dall’altro.

Quando allattare e quante volte?

I neonati, nelle prime 24 ore di solito, dormono moltissimo e mangiano poco, anche solo 2 o 3 volte; solo tra le 24 e le 72 ore di vita iniziano a sentire fame più frequentemente e talvolta può capitare che mangino anche 13 volte al giorno!
Se il bimbo chiede spesso il latte, è perché ne ha bisogno e non per vizio. Inoltre, l’elevata frequenza delle poppate nei primi giorni di vita consente non solo a madre e figlio di attuare un’utile pratica in attesa della montata lattea, ma anche di anticipare quest’ultima di 12-24 ore: la suzione, infatti, è il più potente stimolo alla produzione di latte.

Il numero delle poppate non deve essere rigido: all’inizio, infatti, si consiglia indicativamente di allattare il bambino a richiesta, circa 6-7 volte al giorno nella prima settimana per poi arrivare a 5-6 volte dal primo al terzo mese con intervallo notturno per concedere un sufficiente riposo alla madre.
Infine, ricordatevi sempre che orari e quantità vengono spesso stabiliti dal bambino in grado di autoregolarsi in base ai suoi bisogni ed alle sue necessità.

martedì 3 marzo 2009

Dieta e allattamento: un legame imprescindibile!

L’importanza dell’allattamento al seno è una delle recenti ri-scoperte di mamme e pediatri, che sottolineano quanto questa pratica abbia notevoli risvolti sulla salute e sull’equilibrio psico-fisico di neonati e bambini.
L’allattamento al seno permette il passaggio di tutti i principi nutritivi, necessari alla crescita sana ed equilibrata del bambino, e di tutti quegli anticorpi fondamentali per la costruzione di un sistema immunitario forte e completo.

Il latte materno è direttamente collegato, aldilà delle credenze popolari, al nutrimento della mamma, ed è per questo che non si può prescindere da una corretta, sana ed equilibrata alimentazione.

Il fabbisogno energetico
Dobbiamo ricordarci che una donna che allatta, inevitabilmente, richiede un fabbisogno energetico maggiorato proporzionalmente alla quantità di latte prodotto.
Il valore energetico medio del latte umano è di 65-70 kcal/100 g. e quindi mediamente si può affermare che una donna che allatta richieda almeno 500 kcal in più rispetto ad una donna che non allatta.

Non è (sempre) vero che
Parlando di alimentazione e allattamento, per iniziare si possono sfatare alcuni luoghi comuni che rischiano, quando non danneggiano mamma e bambino, di accrescere lo stato ansioso attorno a questa naturalissima pratica.
Insomma, non è vero che:
occorre che la madre si preoccupi di bere oltre la sete che sente, infatti, il rene della madre è capace di risparmiare acqua, riducendone il volume emesso con le urine
vi sono alimenti che «sciupano» il latte, alcuni, in realtà possono dare un «sapore» diverso al latte, abituando così il bambino a diversi sapori, che il bambino potrebbe anche apprezzare.
esistono alimenti che «fanno latte», è il mangiare correttamente che fa lavorare bene la ghiandola mammaria. Inutile quindi, bere grandi quantità di latte o di birra (in questo caso bisogna non sottovalutare il suo contenuto alcolico, realmente dannoso per mamma e bambino)
se non si seguono orari rigidi si rischia di dare cattive abitudini o di danneggiare lo stomaco del bambino.
il bambino non sappia regolarsi da solo
se il bambino non fa il ruttino, è segno che non ha digerito (il ruttino è solo il rumore della fuoriuscita dell'aria nello stomaco, non ha niente a che vedere con la digestione!)

Di cosa si dovrebbe limitare o evitare l’assunzione?
Sfatati i luoghi comuni e ribadito il fatto che una dieta equilibrata e variata va bene non solo durante l’allattamento ma sempre nella vita di ogni individuo, in questo particolare periodo si può dedicare maggiore attenzione ad alcuni alimenti evitandone altri.

spezie e aromi particolarmente forti, in maniera continuativa, oppure aglio, acciughe, ketchup, asparagi, cipolle, curry, gorgonzola, peperoni, zenzero e spezie piccanti, possono conferire un sapore altrettanto forte al latte che potrebbe infastidire il piccolo allontanandolo e limitando la “voglia” di assumerne.
alcuni tipi di carne insaccata e selvaggina, crostacei e molluschi, uova o carne conservata (spesso ricca di nitriti e nitrati, potenzialmente pericolosi per il bambino) dovrebbero essere assunti con moderazione.
fagioli, frullati, lieviti e latticini o le bevande gasate (da evitare anche perché spesso contengono caffeina o altri eccitanti che danneggiano il neonato) per evitare la formazione di gas nello stomaco che provoca le famose “coliche” dei piccoli.

Per evitare possibili reazioni allergiche (specie se in famiglia ci sono già persone sensibili) andrebbero evitati:
• fragole, agrumi, banane, ananas, lamponi, avocado • pomodori, spinaci, fecola di patate • arachidi, noci, nocciole, mandorle • fave, piselli, ceci, lenticchie, fagioli • albume, formaggi, yogurt, lievito di birra • cioccolato, insaccati, alimenti in scatola, dadi per brodo • crostacei, frutti di mare, pesce conservato

Ma allora cosa si mangia?
L’allattamento deve prevedere, come detto, un aumento dell’apporto nutrizionale nella dieta
della mamma, dunque, fatta memoria degli alimenti da evitare, non occorre lesinare in proteine, carboidrati fibre e vitamine!
latte e latticini saranno fondamentali per l’apporto di calcio, fosforo e vitamina A.
pesce, uova (laddove non ci siano allergie particolari) e carne contribuiranno invece a coprire il fabbisogno di acidi grassi ed amminoacidi essenziali, ferro, minerali e alcune vitamine.
frutta, verdura, legumi e cereali contribuiranno, infine, a completare il quadro nutrizionale, soddisfacendo le richieste di fibre, vitamine e oligoelementi.

Maggiore attenzione agli zuccheri ricchi di calorie, ma non di valori nutrizionali.
Alimenti freschi o surgelati, ma preparati con metodi di cottura semplici evitando intingoli, fritture e grigliature (tanto più nocive quanto maggiori sono le parti carbonizzate dell’alimento) e condendo tutto con oli vegetali da consumare a crudo.

Infine anche se non è corretto sottoporsi a sforzi per apportare liquidi, l’assunzione di acqua a forte carica calcica è consigliata durante tutto il periodo della gravidanza e dell’allattamento, assumendo almeno 2 litri di acqua al giorno.

Una piccola notazione per incoraggiare e rincuorare le mamme nostrane: la dieta mediterranea, oltre a prevenire e proteggere da ipertensione, diabete, obesità e tumori, è indicata per le donne in gravidanza e durante l’allattamento per il suo forte apporto di minerali e vitamine.
Cereali, frutta, verdura e olio d’oliva che caratterizzano la dieta mediterranea, ricca di composti antiossidanti e di vitamine C ed E avrebbero, appunto, importanti effetti antinfiammatori sia per la mamma che per il nascituro anche nei confronti di allergie, riniti allergiche e asma.

Insomma, aldilà dei piccoli consigli qui riportati, durante la gravidanza, l’allattamento e la crescita dei nostri bambini, occorre ricordare che sono fondamentali tre cose: un costante controllo medico, senza per questo cadere in un’ansia ipocondriaca, il confronto con chi ha più esperienza, come altre mamme e l’istinto innato delle neo-mamme, che in virtù del loro speciale legame con il bambino riuscirà a valutare anche le reazioni legate al cibo e quindi ad adeguare la propria dieta.

martedì 24 febbraio 2009

Crosta Lattea

Crosta lattea è il nome comune della dermatite seborroica, molto diffusa tra i neonati (da non confondere con la dermatite atopica).

Le cause e origine specifiche di questo disturbo ancora non sono del tutto chiare, lo stesso nome fa capire come in passato si credesse questo fenomeno legato all’alimentazione del neonato piuttosto che a sollecitazioni ormonali che portano all’eccessiva produzione di sebo (grasso).

Questo tipo di eczema si manifesta con una desquamazione grassa di colore giallastro, molto simile alla forfora fin dalle prime settimane di vita, ma può anche insorgere, in modo assai fastidioso, verso l'undicesimo anno di età.
Le zone interessate sono solitamente il cuoio capelluto, la regione gabellare, ovvero la zona delle sopracciglia, il centro del volto e le zone dietro l’orecchio.
Alcune manifestazioni possono esserci anche nella zona inguino-anale, probabilmente collegate alle possibili irritazioni da urine e feci frequenti nei neonati.

La crosta lattea regredisce spontaneamente nel giro di poche settimane o mesi, non comporta prurito o altri problemi per la salute del bambino.

Per pulire il piccolo durante la manifestazione e la presenza delle crosticine e squamette tipiche della crosta lattea, è utile ammorbidire le crosticine stesse, presenti nelle zone interessate, con prodotti per bambino emollienti, dell’olio, consigliato quello di mandorla, o una soluzione di bicarbonato (un cucchiaino per 250 ml di acqua bollita) massaggiando lievemente l'area affetta (più frequentemente la testa) e rimuovendo le squamette con un pettine a denti stretti e un batuffolo di cotone.

Nei bambini più grandi si può utilizzare uno shampoo antiseborroico al solfuro di selenio, allo zolfo o all'acido salicilico.
Dopo l'asportazione delle squame, potrà essere utile l'applicazione di pomate all'idrocortisone allo 0,5-1%, due o tre volte al giorno. Se sono presenti lesioni delle pieghe, si può procedere a dei lavaggi delle zone colpite con una soluzione acquosa al 5% di ipoclorito.

Ricordiamo che la crosta lattea non deve essere considerata come una malattia, va tenuta in considerazione e affrontata con l’uso di prodotti specifici e trattamenti mirati, ma non è riconducibile all’igiene del bambino, per cui, mamme e papà non hanno nulla da rimproverarsi per le loro cure!

giovedì 5 febbraio 2009

Arriva il Carnevale, la festa più pazza dell'anno!

Il Carnevale è alle porte e per un bambino, si sa, questa festa è sinonimo di giochi, allegria e divertimento, ma anche di maschere, travestimenti e costumi. Carnevale, infatti, non può dirsi tale se, per almeno un giorno, non si è indossato un abito assumendo le sembianze di qualcun altro o di qualcos’altro.

Naturalmente i negozi offrono innumerevoli soluzioni, dove è possibile trovare tantissimi costumi da comprare o affittare. Indubbiamente sono molto belli ma, è risaputo, anche molto costosi!
E’ per questo che vorremmo condividere con voi dei piccoli consigli per provare a creare il travestimento che il vostro bambino più desidera, lasciandovi trasportare esclusivamente dalla fantasia e dal vostro gusto personale, coinvolgendo il piccolo nella realizzazione e lasciando emergere il suo spirito creativo.

Partendo da una semplice mascherina bianca, potete incollarla su un cartoncino colorato e magari decorarla con la tecnica del collage secondo il personaggio da rappresentare, ad esempio ritagli di carta multicolor per il pagliaccio, oppure polverine dorate applicate con la colla per la fatina.
Per i bambini che invece vogliono cimentarsi in qualcosa di più artistico, possono dare libero spazio alla loro fantasia disegnando la forma che più gli piace su un cartoncino, decorarla e poi ritagliarla: il gioco è fatto! Basterà infine legare le estremità della maschera con del filo elasticizzato.

Anche da queste semplici idee possono nascere idee originali e davvero graziose, l’importante è abbinarle a piccoli dettagli come può essere un po’ di trucco sulla faccia in linea con il tema della maschera oppure degli oggetti che si possono facilmente trovare in casa: ad esempio un gilet e una pistola giocattolo per il cowboy o un ombrellino per la damigella. Oppure utilizzare della carta stagnola o carta crespa per realizzare mantelli, tutù e tutto ciò che la vostra fantasia vi suggerisce.

Ma il Carnevale, come abbiamo già accennato, è anche festa e giochi! Infatti in questo periodo i bambini non perdono occasione per ritrovarsi tutti insieme per giocare e tirare coriandoli. E’ proprio per questo motivo che abbiamo pensato di realizzare apposta per voi un simpatico invito da poter utilizzare nel caso in cui il vostro bambino vi chieda di organizzare una bellissima festa a casa vostra con tutti i suoi compagni di classe.

Auguriamo a tutti voi e ai vostri piccoli di trascorrere un divertentissimo Carnevale!



Clicca sull'immagine per scaricare l'invito

Biglietto Carnevale Bimbomarket

giovedì 22 gennaio 2009

I primi bagnetti del neonato

Il primo bagno che si fa al piccolo, è un appuntamento emozionante per i genitori poiché rimarrà impresso come un dolce ricordo nella loro memoria.

Già dalla nascita, ci si preoccupa subito di lavarlo per togliere via l’odore del liquido amniotico, senza però pensare che per il neonato è fondamentale per vivere in modo graduale e senza traumi il distacco dal grembo materno al mondo che lo circonda.
Per questo motivo, è consigliabile semplicemente asciugarlo con un panno e rimandare il bagnetto nelle ore successive, ovvero quando il piccolo avrà già stabilito un buon contatto con la madre senza il rischio che l’odore del sapone lo disturbi troppo.

Durante i primi giorni di vita del neonato, la sua pelle è talmente delicata che per lavarlo basterà passargli sul corpo un tenero batuffolo di cotone imbevuto con acqua tiepida oppure una morbidissima spugna naturale, in modo da abituarlo gradualmente alla sensazione dell’acqua sulla sua pelle. La temperatura dell’acqua, infatti, non deve mai superare i 37°, che corrispondono di norma alla temperatura corporea del bambino.

Riguardo la detersione si possono utilizzare saponi, latte detergente e latte acido in quanto non danneggia il Ph della pelle, anche se non dobbiamo dimenticare che la cute del bambino non è ancora dotata di sufficiente impermeabilità, per questo durante il bagnetto sarebbe opportuno usare sempre molta acqua e poco detergente.

Quando asciughiamo il piccolo, infine, è preferibile utilizzare un asciugamano molto morbido per evitare eventuali irritazioni alla pelle; il bambino va asciugato molto bene con dei piccoli gesti, tamponando delicatamente tutto il corpo, non dimenticandoci delle parti più nascoste come ascelle, collo e inguine.

martedì 20 gennaio 2009

Cicciobello ? Quando il rischio è l’obesità neonatale!

In Italia il 36% dei bambini è obeso o in sovrappeso e già a rischio di malattie cardiovascolari.

Il dato, come oramai ci viene ricordato da più fonti, aumenta nell’età adulta può essere contrastato fin dal primo anno di vita.

Attenti, dunque, ai chili di troppo sin dalla primissima infanzia. Anche in questo caso, come per tutto ciò che riguarda i neonati e i bambini, bisogna cercare un compromesso tra dati scientifici, buonsenso e, perché no, tradizioni.

Un bel bambino cicciotello rischia , quindi, di non essere più “il ritratto della salute” come ci hanno insegnato le nostre mamme e le nostre nonne. I bimbi obesi, infatti, hanno un rischio di nove volte superiore di essere obesi anche nelle fasi successive dell'infanzia, adolescenza ed età adulta.

Ma quali le cause e, soprattutto, quali i rimedi e quando iniziare delle strategie di controllo?

La scienza è ancora, purtroppo, ancora priva di dati incontrovertibili, le ricerche sono ancora poche e spesso contrastanti.

I filoni più accreditati sembrerebbero quelli che consigliano una vigilanza immediata della dieta del bambino per scongiurare il rischio ipernutrizione in età neonatale, e l’abbattimento di grassi e un deciso incoraggiamento dell’attività fisica quando i bambini crescono e durante l’adolescenza.

Ancora una volta, poi, sembra arrivare in aiuto proprio la naturalità legata alla dieta della mamma in gravidanza e in particolare l’allattamento al seno con latte materno.

Una ricerca ha provato che il glucosio materno è una delle maggiori fonti di energia per la crescita fetale e che il mantenimento di un basso indice glicemico aiuta a prevenire la nascita di neonati di peso eccessivo.

L’allattamento al seno e con latte materno, poi,oltre a fornire l’esatta combinazione di nutrienti, permette un’attenzione maggiore contro l’eccessiva nutrizione.

I neonati allattati al seno, dunque, hanno meno probabilità di avere un peso eccessivo perché le mamme risponderebbero alla loro richiesta naturale di cibo (piuttosto che ad una programmata) e ad istintivi segnali del neonato per smettere di mangiare quando è sazio, invece che dar loro una quantità determinata di cibo, incoraggiandoli a vuotare il biberon.

Si conferma quindi, aldilà delle tabelle di crescita stilate dagli organismi internazionali, che per una corretta crescita, anche futura, dei bambini, si debba da subito stare attenti alla dieta corretta e non si debba trascendere in eccessi, spesso dettati da un’eccessiva apprensione.


mercoledì 14 gennaio 2009

Giocattoli: scegliamo quello giusto!

Quando si acquista un giocattolo per il proprio bambino, si pensa principalmente a renderlo felice, a volte senza fermarci a riflettere se veramente sia quello più adatto a lui e soprattutto se sia sicuro.

Siamo, infatti, in grado di distinguere i giocattoli sicuri da quelli potenzialmente pericolosi?
Quello che possiamo suggerirvi, è di verificare sempre la presenza in lingua italiana:
- del marchio CE
- del nome del costruttore o dell’importatore
- della fascia di età consigliata e delle istruzioni per il montaggio e l’uso del giocattolo.


Un’ulteriore garanzia è la presenza del marchio "Giocattoli Sicuri", il quale indica che l’articolo in questione, prima di essere commercializzato, è stato controllato da un istituto esterno qualificato ed autorizzato che, nel nostro paese, è rappresentato dall’Istituto Sicurezza Giocattoli.
I controlli effettuati da questo tipo di Istituti, si basano su test molto severi per verificare che il prodotto risponda agli standard di sicurezza previsti dalla legge, come ad esempio reazioni al fuoco o all’elettricità, presenza di bordi taglienti o appuntiti e di metalli pesanti o sostanze potenzialmente tossiche.

Anche il fattore economico, si sa, incide fortemente sulla scelta di un giocattolo, arrivati ad avere costi non proprio contenuti; per questo motivo molto spesso si cede agli "affari", non considerando però che un prezzo troppo basso può nascondere prodotti contraffatti ed inaffidabili. La soluzione potrebbe essere quella di rivolgersi sempre a rivenditori conosciuti e di fiducia.


Per essere sicuri di scegliere sempre il giocattolo giusto per il vostro bambino, vi consigliamo di leggere la Guida "Io Gioco Sicuro", che troverete in allegato, realizzata dal Ministero delle Attività Produttive. La Guida, a nostro parere, rappresenta un semplice ed indispensabile vademecum per tutti quei genitori che vorranno garantire la massima sicurezza al proprio bambino.



Clicca e scarica la Guida all'acquisto e all'uso del Giocattolo

Guida all'acquisto e all'uso del Giocattolo