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mercoledì 22 aprile 2009

Acquisti per il neonato: guida alla scelta

L’arrivo di un figlio è una delle esperienze più belle che un genitore possa vivere.
D’altro canto, però, quest’avventura richiede da parte di mamma e papà un impegno davvero considerevole.
Proprio perché serviranno tantissime energie da impiegare con il piccolo non appena sarà nato, vorremmo cercare di aiutare tutte le future mamme e i futuri papà, fornendo loro una piccola guida su cosa acquistare per assicurare al bebè tutto il necessario per la sua cura e la sua crescita, in modo tale da guidarvi nella costruzione di un nido confortevole ad accogliente.

Scegliere tutto l’occorrente per il neonato, infatti, al giorno d’oggi è davvero un’impresa ardua, in quanto sul mercato possiamo trovare davvero un’infinità di articoli per bambini, di tantissimi colori e modelli.
Quella che vi stiamo per consigliare, è una semplice lista di prodotti e articoli che riteniamo indispensabili nel corredino del bambino, ma che soprattutto vi agevoleranno in questa bellissima avventura! Non abbiate paura di dimenticare qualcosa, vi accorgerete che tutto il resto verrà da sé ascoltando le esperienze di altre mamme, recandovi personalmente nei negozi dedicati all’infanzia o navigando nel Web.

Un primo suggerimento che sentiamo di darvi è di scegliere prodotti di marca per assicurarvi che gli articoli siano conformi alle normative di sicurezza, privi di potenziali pericoli per il bambino ed atossici. Infatti, molto spesso, puntare al risparmio orientandosi su articoli a basso costo in quanto di pessima qualità, può risultare dannoso per la salute e la sicurezza del piccolo.
Se, quindi, si dispone di un budget non troppo alto, cercate sconti di fine stagione, promozioni, outlet o semplicemente modelli di collezioni passate che sicuramente avranno un costo nettamente inferiore rispetto ai nuovi modelli appena usciti, senza però rinunciare alla qualità.

In ospedale

Quando ormai mancano poche ore al lieto evento e ci rechiamo in ospedale, dobbiamo provvedere a portare con noi indumenti e accessori per il neonato che sta per nascere.
Nella maggior parte dei casi, sono gli ospedali stessi a fornire alla futura mamma una lista. Generalmente parliamo di:
- alcune tutine con ghettine in cotone o spugna di cotone, a mezze maniche se è estate o a maniche lunghe se è inverno
- magliette in cotone con mutandine oppure body in cotone
- asciugamano per il cambio del neonato
- calzine
- succhiotto
Non dimenticate, inoltre, i vestitini per quando verrete dimessi dall’ospedale, come ad esempio un completino di lana in inverno o di cotone in estate, un cappellino, un golfino o un sacco imbottito e naturalmente la carrozzina.

Finalmente a casa!

Una volta arrivati a casa, ecco che inizieranno le innumerevoli visite di parenti ed amici per dare il benvenuto al nuovo membro della famiglia; sicuramente in queste occasioni riceverete un’infinità di regali per il bambino che riempiranno il suo guardaroba.
Per questo motivo si sconsiglia di comprare tantissimi vestiti e accessori, in quanto potrebbero rivelarsi decisamente inutili soprattutto durante i primi mesi di vita del bambino che cresce a vista d’occhio.
Di conseguenza, anche se è davvero difficile resistere davanti ad una deliziosa gonnellina o a un buffo cappellino, cercate di prendere ciò che davvero al bambino non può e non deve mancare, ovvero:
- tutina imbottita o sacco
- completino di lana in inverno o di cotone in estate
- cappellino
- tutine in spugna
- golfino aperto sul davanti
- camicine di cotone o lino
- coprifasce
- maglie intime
- mutandine anatomiche
- calzini “primi giorni”
- tutine con le ghettine di spugna
- fascette ombelicali
- bavaglini di spugna

È importantissimo che tutti gli indumenti siano in fibre naturali, pratici da indossare e da togliere e soprattutto comodi.

Riguardo la sua igiene, l’ideale sarebbe prendere accappatoi in morbida spugna, sapone liquido ultradelicato, shampoo, latte detergente, olio, crema, pasta protettiva e fazzolettini igienici per il cambio, polvere aspersoria, garze sterili e fascia a rete per la medicazione del cordone ombelicale, spazzola in setole naturali, pettinino, spugna naturale, forbicine con punte arrotondate, aspiratore nasale, flaconcini di fisiologica per il nasino, cotton fioc, acqua di colonia senza alcol, termometro per la temperatura dell’acqua e termometro per la febbre. E naturalmente tantissimi pannolini!

Per la pappa si consiglia sterilizzatore, liquido sterilizzante, scaldabiberon con termostato, biberon da 260 ml, minibiberon, scovolino e pinza per biberon, tettarelle, tiralatte, coppette assorbilatte, scovolino per tettarelle, un paio di succhiotti e un set di accessori per la pappa.

Nella cameretta del bambino, oltre all’armadio, dovrà esserci per i primi mesi una culla e, per quando sarà più grande, un lettino con rete e materassino in lattice. Inoltre, un mobiletto fasciatoio con vaschetta, cuscino antisoffoco, qualche lenzuola di cotone con relative federe e lenzuola con angoli in maglia, piumone, copriletto estivo, copertina leggera e paracolpi.

Riguardo ai giocattoli non c’è che l’imbarazzo della scelta, l’importante è sceglierli in base all’età del bambino: palestre, carillon, pupazzi, peluche, bambole, giocattoli cavalcabili, giocattoli in legno, giochi per passeggino, giochi per il bagno, giochi da auto e tantissimi altri.

Per il passeggio

Per i primi mesi si utilizzerà la carrozzina che necessita di un altro cuscino antisoffoco, qualche lenzuola di cotone con relative federe e lenzuola con angoli in maglia, copertina di lana e una di cotone ed un materassino climatizzato.
La carrozzina può far parte di un trio ed essere trasformabile in passeggino e seggiolino auto; a questa si aggiungono la borsa porta-tutto, l’impermeabile per la carrozzina e la pagodina per il sole.
Per trasportare il bebè si può scegliere, inoltre, il marsupio ed uno zaino leggero per contenere l’occorrente per gli spostamenti.
Se si porta il bimbo in vacanza, non dimenticate lettino da viaggio e termocontenitori da viaggio.

E per la mamma?

Anche la mamma, durante tutto il periodo della gravidanza e per i primi mesi successivi alla nascita del piccolo, ha bisogno di prodotti specifici creati apposta per lei.
Ad esempio, la famosa valigetta da preparare all’incirca un mese prima del parto in modo tale da ritrovarla pronta al momento dell’arrivo delle prime doglie e della rottura delle acque, viene generalmente riempita con:
- un paio di camicie da notte con apertura anteriore fino alla vita per facilitare l’allattamento
- vestaglia, pantofole, asciugamani ed accappatoio
- qualche mutandina monouso
- un paio di confezioni di assorbenti grandi sterili
- reggiseno per l’allattamento
- coppette assorbi latte e tiralatte
- un rotolo di panno carta da utilizzare come asciugamano per il bidet
- una fascia post parto con velcro o guaina mutandina post parto
- crema antiragadi e fazzolettini detergenti per il seno
- detergente intimo neutro

mercoledì 4 marzo 2009

Allattamento al seno: consigli e suggerimenti per un dolcissimo momento!

L’allattamento al seno è il gesto più naturale e spontaneo per una mamma, in quanto sarà proprio il suo istinto a guidarla nella direzione giusta.
Allattare il proprio bambino è importantissimo, poiché gli assicurerà tutto ciò di cui ha bisogno per nutrirsi, difendersi da germi e batteri e soprattutto lo aiuterà a crescere seguendo un corretto sviluppo fisico, mentale, sociale ed emotivo.

Tutte le donne, salvo eccezioni particolari, possono allattare il loro bambino per almeno 4/6 mesi e, se lo desiderano, possono continuare finché il piccolo lo richiede, integrando al latte materno un’adeguata alimentazione solida.
Idealmente si inizia ad allattare già in sala parto e comunque è importante farlo entro le prime ore dalla nascita per stimolare la montata lattea e soprattutto per far assumere al bambino il colostro, liquido ricco di nutrienti particolari ed anticorpi.

Le regole generali

Relax: durante l’allattamento è importante essere rilassate e riposate, soprattutto nelle prime settimane dopo il parto; per questo, se possibile, richiedete l’aiuto del vostro compagno o di familiari.

Comodità: sia la mamma che il piccolo devono cercare di essere sempre comodi e rilassati, questo perché qualsiasi sia la posizione scelta durante l’allattamento, vi porterà a tenere il bambino vicino al seno per molto tempo. La comodità, quindi, è fondamentale! Inoltre ricordatevi sempre si proteggere schiena, braccia e gambe con adeguati sostegni, come ad esempio cuscini, poggiapiedi o braccioli.

Coccole: a volte può succedere che il bambino abbia sonno o magari sia un po’ agitato per vivere il momento dell’allattamento con il giusto relax. Per risvegliare il suo appetito, provate a coccolarlo con dolci carezze, vedrete che si calmerà e tornerà a mangiare serenamente.

Igiene del seno: un altro fattore importantissimo è mantenere il seno ben pulito, sia per evitare di trasmettere infezioni al bambino, sia per prevenire le ragadi. Per l’igiene locale, dal momento che il latte ha già un sufficiente potere antibatterico, vi basterà detergere il seno con semplice acqua e sapone ed asciugare poi delicatamente, senza usare salviettine intrise di detergenti intimi che tendono a rimuovere i grassi naturali della pelle e ad interferire con l’orientamento olfattivo del bambino verso la fonte del nutrimento.

Scegliere la posizione giusta

Si può allattare in diversi modi, ogni mamma piano piano troverà la sua posizione ideale.

Da sedute: scegliete una sedia, un divano o una poltrona, l’importante è che la vostra schiena sia sempre ben dritta. Adagiate il piccolo sul braccio, facendo in modo che la sua testa appoggi sulla piega del gomito in modo tale che non sia costretto a girare la testa per arrivare al seno. Infine assicuratevi che la sua schiena e la sua testa siano allineate.

Da sdraiate: se preferite mantenere una posizione sdraiata perché vi sentite affaticate oppure sentite dolore, per esempio, a causa dei punti di sutura in caso di parto cesareo, mettetevi sul letto distese sul fianco con l’aiuto di qualche cuscino. Fate sdraiare il bambino sul fianco e rivolto verso di voi, con la bocca all’altezza del capezzolo e sostenendolo.

Posizione "rugby": questa posizione, meno diffusa ma particolarmente indicata in caso di ingorgo mammario, è così chiamata perché il corpo del bambino viene tenuto sotto l'ascella della mamma con un braccio, mentre il capo è sostenuto con l'altra mano, proprio come un pallone da rugby.

Qualsiasi sia la posizione scelta, ricordatevi sempre di:
- tenere il bambino in una posizione laterale, rivolto con il suo pancino verso il vostro petto o la pancia;
- far in modo che il suo nasino sia all’altezza del capezzolo;
- sorreggere sempre la schiena del bambino e non la sua testa, per non tenerla bloccata in alcuna posizione;
- tenere il bambino molto vicino a voi, in modo che non debba aggrapparsi con la bocca al capezzolo rischiando quindi di danneggiarlo.

L’attaccamento al seno

Una volta trovata la posizione più adatta a voi, portate il piccolo al seno e mai viceversa: infatti, quando avrà la percezione del capezzolo vicino al suo viso, gli verrà naturale attaccarsi all’areola.
Offrite il seno al bambino tenendo il dito indice al di sopra dell'areola, in modo da impedire che la mammella poggi contro il suo naso, ed il dito medio al di sotto, in modo da far protendere maggiormente il capezzolo.

Durante l’allattamento, ricordatevi di non utilizzate gli stessi movimenti dell’allattamento al biberon, in quanto rischiereste di aumentare la difficoltà del vostro bambino di aggrapparsi alla mammella. Inoltre, non preoccupatevi di tenere il nasino del piccolo libero, poiché se è ben posizionato, vedrete che respirerà senza fatica; infatti, se userete le mani con lo scopo di aiutarlo a respirare, si rischia di modificare la forma del seno e diminuire quindi la sua presa.

Infine, per capire se il vostro bambino è attaccato al seno in modo corretto, possiamo suggerirvi alcuni piccoli accorgimenti:
- il suo naso e il suo mento toccano il seno
- la sua mascella si muove fino all’orecchio
- la sua bocca è ben aperta e ha le labbra rovesciate in fuori senza succhiarsi il labbro inferiore
- tra le labbra del bambino ed il vostro seno, si intravede la sua lingua
- il piccolo comprime leggermente l’areola senza fare sforzo con le labbra e la bocca
- non provate dolore

Ad ogni pasto, attaccate il bambino ad entrambe le mammelle, iniziando dal lato che è stato utilizzato per ultimo nella precedente poppata, per circa 10-15 minuti da un seno e 10-15 minuti dall’altro.

Quando allattare e quante volte?

I neonati, nelle prime 24 ore di solito, dormono moltissimo e mangiano poco, anche solo 2 o 3 volte; solo tra le 24 e le 72 ore di vita iniziano a sentire fame più frequentemente e talvolta può capitare che mangino anche 13 volte al giorno!
Se il bimbo chiede spesso il latte, è perché ne ha bisogno e non per vizio. Inoltre, l’elevata frequenza delle poppate nei primi giorni di vita consente non solo a madre e figlio di attuare un’utile pratica in attesa della montata lattea, ma anche di anticipare quest’ultima di 12-24 ore: la suzione, infatti, è il più potente stimolo alla produzione di latte.

Il numero delle poppate non deve essere rigido: all’inizio, infatti, si consiglia indicativamente di allattare il bambino a richiesta, circa 6-7 volte al giorno nella prima settimana per poi arrivare a 5-6 volte dal primo al terzo mese con intervallo notturno per concedere un sufficiente riposo alla madre.
Infine, ricordatevi sempre che orari e quantità vengono spesso stabiliti dal bambino in grado di autoregolarsi in base ai suoi bisogni ed alle sue necessità.

martedì 3 marzo 2009

Dieta e allattamento: un legame imprescindibile!

L’importanza dell’allattamento al seno è una delle recenti ri-scoperte di mamme e pediatri, che sottolineano quanto questa pratica abbia notevoli risvolti sulla salute e sull’equilibrio psico-fisico di neonati e bambini.
L’allattamento al seno permette il passaggio di tutti i principi nutritivi, necessari alla crescita sana ed equilibrata del bambino, e di tutti quegli anticorpi fondamentali per la costruzione di un sistema immunitario forte e completo.

Il latte materno è direttamente collegato, aldilà delle credenze popolari, al nutrimento della mamma, ed è per questo che non si può prescindere da una corretta, sana ed equilibrata alimentazione.

Il fabbisogno energetico
Dobbiamo ricordarci che una donna che allatta, inevitabilmente, richiede un fabbisogno energetico maggiorato proporzionalmente alla quantità di latte prodotto.
Il valore energetico medio del latte umano è di 65-70 kcal/100 g. e quindi mediamente si può affermare che una donna che allatta richieda almeno 500 kcal in più rispetto ad una donna che non allatta.

Non è (sempre) vero che
Parlando di alimentazione e allattamento, per iniziare si possono sfatare alcuni luoghi comuni che rischiano, quando non danneggiano mamma e bambino, di accrescere lo stato ansioso attorno a questa naturalissima pratica.
Insomma, non è vero che:
occorre che la madre si preoccupi di bere oltre la sete che sente, infatti, il rene della madre è capace di risparmiare acqua, riducendone il volume emesso con le urine
vi sono alimenti che «sciupano» il latte, alcuni, in realtà possono dare un «sapore» diverso al latte, abituando così il bambino a diversi sapori, che il bambino potrebbe anche apprezzare.
esistono alimenti che «fanno latte», è il mangiare correttamente che fa lavorare bene la ghiandola mammaria. Inutile quindi, bere grandi quantità di latte o di birra (in questo caso bisogna non sottovalutare il suo contenuto alcolico, realmente dannoso per mamma e bambino)
se non si seguono orari rigidi si rischia di dare cattive abitudini o di danneggiare lo stomaco del bambino.
il bambino non sappia regolarsi da solo
se il bambino non fa il ruttino, è segno che non ha digerito (il ruttino è solo il rumore della fuoriuscita dell'aria nello stomaco, non ha niente a che vedere con la digestione!)

Di cosa si dovrebbe limitare o evitare l’assunzione?
Sfatati i luoghi comuni e ribadito il fatto che una dieta equilibrata e variata va bene non solo durante l’allattamento ma sempre nella vita di ogni individuo, in questo particolare periodo si può dedicare maggiore attenzione ad alcuni alimenti evitandone altri.

spezie e aromi particolarmente forti, in maniera continuativa, oppure aglio, acciughe, ketchup, asparagi, cipolle, curry, gorgonzola, peperoni, zenzero e spezie piccanti, possono conferire un sapore altrettanto forte al latte che potrebbe infastidire il piccolo allontanandolo e limitando la “voglia” di assumerne.
alcuni tipi di carne insaccata e selvaggina, crostacei e molluschi, uova o carne conservata (spesso ricca di nitriti e nitrati, potenzialmente pericolosi per il bambino) dovrebbero essere assunti con moderazione.
fagioli, frullati, lieviti e latticini o le bevande gasate (da evitare anche perché spesso contengono caffeina o altri eccitanti che danneggiano il neonato) per evitare la formazione di gas nello stomaco che provoca le famose “coliche” dei piccoli.

Per evitare possibili reazioni allergiche (specie se in famiglia ci sono già persone sensibili) andrebbero evitati:
• fragole, agrumi, banane, ananas, lamponi, avocado • pomodori, spinaci, fecola di patate • arachidi, noci, nocciole, mandorle • fave, piselli, ceci, lenticchie, fagioli • albume, formaggi, yogurt, lievito di birra • cioccolato, insaccati, alimenti in scatola, dadi per brodo • crostacei, frutti di mare, pesce conservato

Ma allora cosa si mangia?
L’allattamento deve prevedere, come detto, un aumento dell’apporto nutrizionale nella dieta
della mamma, dunque, fatta memoria degli alimenti da evitare, non occorre lesinare in proteine, carboidrati fibre e vitamine!
latte e latticini saranno fondamentali per l’apporto di calcio, fosforo e vitamina A.
pesce, uova (laddove non ci siano allergie particolari) e carne contribuiranno invece a coprire il fabbisogno di acidi grassi ed amminoacidi essenziali, ferro, minerali e alcune vitamine.
frutta, verdura, legumi e cereali contribuiranno, infine, a completare il quadro nutrizionale, soddisfacendo le richieste di fibre, vitamine e oligoelementi.

Maggiore attenzione agli zuccheri ricchi di calorie, ma non di valori nutrizionali.
Alimenti freschi o surgelati, ma preparati con metodi di cottura semplici evitando intingoli, fritture e grigliature (tanto più nocive quanto maggiori sono le parti carbonizzate dell’alimento) e condendo tutto con oli vegetali da consumare a crudo.

Infine anche se non è corretto sottoporsi a sforzi per apportare liquidi, l’assunzione di acqua a forte carica calcica è consigliata durante tutto il periodo della gravidanza e dell’allattamento, assumendo almeno 2 litri di acqua al giorno.

Una piccola notazione per incoraggiare e rincuorare le mamme nostrane: la dieta mediterranea, oltre a prevenire e proteggere da ipertensione, diabete, obesità e tumori, è indicata per le donne in gravidanza e durante l’allattamento per il suo forte apporto di minerali e vitamine.
Cereali, frutta, verdura e olio d’oliva che caratterizzano la dieta mediterranea, ricca di composti antiossidanti e di vitamine C ed E avrebbero, appunto, importanti effetti antinfiammatori sia per la mamma che per il nascituro anche nei confronti di allergie, riniti allergiche e asma.

Insomma, aldilà dei piccoli consigli qui riportati, durante la gravidanza, l’allattamento e la crescita dei nostri bambini, occorre ricordare che sono fondamentali tre cose: un costante controllo medico, senza per questo cadere in un’ansia ipocondriaca, il confronto con chi ha più esperienza, come altre mamme e l’istinto innato delle neo-mamme, che in virtù del loro speciale legame con il bambino riuscirà a valutare anche le reazioni legate al cibo e quindi ad adeguare la propria dieta.

martedì 20 gennaio 2009

Cicciobello ? Quando il rischio è l’obesità neonatale!

In Italia il 36% dei bambini è obeso o in sovrappeso e già a rischio di malattie cardiovascolari.

Il dato, come oramai ci viene ricordato da più fonti, aumenta nell’età adulta può essere contrastato fin dal primo anno di vita.

Attenti, dunque, ai chili di troppo sin dalla primissima infanzia. Anche in questo caso, come per tutto ciò che riguarda i neonati e i bambini, bisogna cercare un compromesso tra dati scientifici, buonsenso e, perché no, tradizioni.

Un bel bambino cicciotello rischia , quindi, di non essere più “il ritratto della salute” come ci hanno insegnato le nostre mamme e le nostre nonne. I bimbi obesi, infatti, hanno un rischio di nove volte superiore di essere obesi anche nelle fasi successive dell'infanzia, adolescenza ed età adulta.

Ma quali le cause e, soprattutto, quali i rimedi e quando iniziare delle strategie di controllo?

La scienza è ancora, purtroppo, ancora priva di dati incontrovertibili, le ricerche sono ancora poche e spesso contrastanti.

I filoni più accreditati sembrerebbero quelli che consigliano una vigilanza immediata della dieta del bambino per scongiurare il rischio ipernutrizione in età neonatale, e l’abbattimento di grassi e un deciso incoraggiamento dell’attività fisica quando i bambini crescono e durante l’adolescenza.

Ancora una volta, poi, sembra arrivare in aiuto proprio la naturalità legata alla dieta della mamma in gravidanza e in particolare l’allattamento al seno con latte materno.

Una ricerca ha provato che il glucosio materno è una delle maggiori fonti di energia per la crescita fetale e che il mantenimento di un basso indice glicemico aiuta a prevenire la nascita di neonati di peso eccessivo.

L’allattamento al seno e con latte materno, poi,oltre a fornire l’esatta combinazione di nutrienti, permette un’attenzione maggiore contro l’eccessiva nutrizione.

I neonati allattati al seno, dunque, hanno meno probabilità di avere un peso eccessivo perché le mamme risponderebbero alla loro richiesta naturale di cibo (piuttosto che ad una programmata) e ad istintivi segnali del neonato per smettere di mangiare quando è sazio, invece che dar loro una quantità determinata di cibo, incoraggiandoli a vuotare il biberon.

Si conferma quindi, aldilà delle tabelle di crescita stilate dagli organismi internazionali, che per una corretta crescita, anche futura, dei bambini, si debba da subito stare attenti alla dieta corretta e non si debba trascendere in eccessi, spesso dettati da un’eccessiva apprensione.