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mercoledì 13 maggio 2009

Aiuto! Mio figlio non mangia più!

Moltissimi bambini, superato l’anno di età, attraversano una fase di rifiuto del cibo e proprio questa resistenza genera uno stato di ansia e di preoccupazione nei genitori che subito si precipitano dal pediatra, o da altri professionisti esperti in dinamiche psicopedagogiche, per chiedere il loro aiuto.

Le mamme, infatti, si spaventano quando il loro bambino inizia a rifiutare la pappa trasformando il pranzo e la cena in vere e proprie battaglie, in special modo se fino all’anno di età o poco più ha mangiato davvero come un lupetto, superando lo svezzamento senza traumi e mostrando di apprezzare il cibo.

Perché si rifiuta di mangiare?

Durante il primo anno di vita, ogni bambino triplica il peso che aveva alla nascita: si tratta di un ritmo di crescita che non ha eguali per tutto il resto della vita. É logico quindi che, per soddisfare un simile fabbisogno di calorie, il bambino mangi sempre di buon appetito, rifiutando raramente la pappa o il biberon.
Dall’anno in poi, la crescita assume dei livelli e dei ritmi più "ragionevoli", il fabbisogno calorico diminuisce e di conseguenza anche la quantità di cibo di cui il piccolo ha bisogno si ridimensiona; è per questo che il bambino inizierà a mangiare di meno e tu, mamma, non essendo preparata a questo cambiamento, inevitabilmente inizierai a preoccuparti per la salute di tuo figlio.

Il rifiuto del cibo, inoltre, costituisce una problematica che può andare oltre al semplice cambiamento del ritmo di crescita del bambino; infatti può dipendere da altri fattori come l’età del soggetto, la sua indole, il suo temperamento o il suo stato emotivo.
L’alimentazione del bambino, infatti, è teatro dell’emozione e dei vissuti che connotano la relazione genitore-figlio; ciò significa che spesso, alla base dell’inappetenza, vi è da parte del piccolo un desiderio di comunicare un disagio cui gli adulti devono dare una risposta adeguata.

Basti pensare che l’alimentazione del bambino inizia subito dopo la nascita con l’allattamento diretto da parte della madre, il quale ha un significato e una valenza del tutto particolari: il neonato, infatti, nei suoi primi mesi di vita si abitua a ricevere il latte materno dalla propria mamma mentre lo stringe in un abbraccio nel quale si sente protetto.
Quando viene meno questo rapporto diretto, l’accettazione o il rifiuto della pappa possono caricarsi di significati psicologici importanti.
Il momento del pasto deve essere gioioso e gradevole quanto lo era la poppata al seno: si dovrebbe, quindi, cercare di creare lo stesso clima di fiducia e di serenità evitando di commettere quei piccoli errori che, alla lunga, rischiano di creare tensione ogni volta che ci si siede a tavola.

Un altro motivo che spinge il bambino al rifiuto, può derivare dal rischio di mamma e papà di assumere atteggiamenti sbagliati e di trasmettere, quindi, emozioni e stati d’animo che agitano il piccolo.
Il momento della pappa, infatti, non è solo finalizzato alla nutrizione, ma è il luogo privilegiato di uno scambio relazionale tra madre e bambino, nel senso che, oltre che degli alimenti, il bimbo si nutre anche delle emozioni e delle affettività che i genitori gli trasmettono.
Davanti al figlio che mangia tutto quello che gli è stato preparato con tanto amore, la mamma si sente rassicurata ed approvata, vedendo in sostanza riconfermato il proprio ruolo.
Proprio questa necessità di tale conferma, rischia però di caricare di valenze eccessive il momento del pasto. Infatti, dal momento che per i bambini il cibo è anche uno strumento con cui comunicano i loro stati d’animo, è facile che si servano del rifiuto del cibo per manifestare il loro disagio di fronte ad un atteggiamento sbagliato.
I bambini percepiscono molto bene l’ansia della mamma, legata al pasto o in altre situazioni quotidiane, e possono esserne disturbati e irritati al punto da rifiutarsi di andare a tavola per cercare di evitare proprio questa tensione!

La soluzione migliore, sarebbe che la mamma imparasse a riconoscere e a rispettare i rifiuti del bambino, a distinguere i propri bisogni da quelli del figlio e soprattutto a capire che anche il suo piccolo, come tutti noi, ha determinate preferenze di gusto.

Alcuni consigli pratici

- usate prodotti genuini, meglio se di preparazione casalinga, compatibilmente con il tempo a disposizione e con i prodotti disponibili sul mercato; una pappa “fatta in casa” è un gesto d’amore!
- nei primi tempi non insistete se il piccolo mostra di non volere la pappa, perché fatica ad accettare le novità. Non è assolutamente necessario che lo svezzamento inizi proprio al sesto mese e un ritardo non gli comporterà di certo problemi o carenza nutrizionali di alcun tipo.
- una volta avviato lo svezzamento, occorre rispettare le reali esigenze del piccolo, assecondandone i segnali di fame, sazietà e gusti; infatti, l’imposizione potrebbe dare il risultato opposto o convincerlo che solo mangiando otterrà la vostra approvazione.
- fate stare il bambino seduto in una posizione confortevole affinché il cibo facilmente raggiungibile e a portata di mano.
- cercate di abituarlo ad un'alimentazione varia anche se mostra di non apprezzare troppo la varietà; in questa fascia d’età la maggior parte dei bambini tende ad essere abitudinario e a pretendere per lunghi periodi tempo sempre la stessa pietanza, salvo poi abbandonarla all’improvviso per pretendere quella che aveva rifiutato fino al giorno prima.
- il momento del pasto dovrebbe essere un momento importante di unione di tutta la famiglia, dunque sedetevi a tavola tutti insieme. Proponetegli anche un po’ del vostro cibo, magari lasciando che lo manipoli e che ci giochi.

mercoledì 29 aprile 2009

Scegliere l'Asilo nido: i consigli per scegliere quello giusto.

Nella società di oggi, gli asili nido sono una realtà sempre più diffusa.
Il motivo è facile da intuire: molte mamme, quando terminano il congedo di maternità, sono costrette a tornare al lavoro e non è affatto semplice trovare qualcuno che si occupi del loro bambino soprattutto quando è così piccolo. Infatti non tutti hanno la fortuna di avere dei nonni pronti a dare una mano ai neo-genitori e assumere una babysitter a tempo pieno può essere davvero molto costoso.
Quindi, se insieme al proprio partner si sceglie di affidare il proprio piccolo all’asilo nido, bisogna essere consapevoli che si sta per affrontare un periodo molto delicato sia per il bambino che per i genitori stessi.

Tipologie di asili nido

Scegliere la struttura più adatta in base alle nostre esigenze e a quelle del bambino, è indubbiamente la questione più ardua. Al giorno d’oggi, però, possiamo scegliere fra più tipologie, vediamo nel dettaglio quali sono:

- asili nido pubblici: sfortunatamente sono quelli con le liste d’attesa più lunghe, perciò è altamente consigliabile iscriversi con largo anticipo e in più asili contemporaneamente per avere qualche possibilità di assicurasi un posto. Di norma vengono favorite le famiglie con il reddito più basso. Inoltre va ricordato che l’asilo pubblico ha un orario abbastanza rigido, che di conseguenza può non adattarsi alle esigenze lavorative dei genitori

- asili nido privati: in questo caso le liste d’attesa sono molto più veloci rispetto ai nidi pubblici, in quanto queste strutture private hanno costi molto elevati. Gli orari di ingresso e di uscita dei bambini sono molto più flessibili, lasciando in questo modo ampia libertà al genitore di organizzare la sua giornata lavorativa

- asili nido aziendali: anche questi asili sono privati, con la differenza che sono gestiti da un’azienda. Questo tipo di struttura, presente soprattutto all’estero, si sta diffondendo sempre di più anche nel nostro paese proprio per andare incontro alle esigenze dei lavoratori

- micronidi: sono piccoli asili a gestione familiare, allestiti in uno spazio domestico e attrezzati a norma di legge. In queste strutture i bambini ospitati sono sempre un numero molto ridotto e quindi vengono seguiti attentamente da educatrici e assistenti
Parametri per scegliere l’asilo giusto
Per capire se stiamo affidando il nostro bambino ad una struttura più che valida, possiamo innanzitutto effettuare delle verifiche sul campo esplorando la zona di nostro interesse oppure chiedendo pareri ed opinioni a persone di nostra conoscenza che hanno scelto quel nido piuttosto che un altro.

Inoltre possiamo suggerivi ulteriori parametri da tenere in considerazione:

- il personale: l’ideale sarebbe una struttura dove per ogni 6 bambini è presente un’educatrice o un’assistente
- la ricettività: è consigliabile scegliere asili con non oltre 100 iscritti; la maggior parte, infatti, ne accolgono in media tra i 40 e i 70, anche se le migliori strutture sono quelle di medie dimensioni con 40 bambini al massimo, permettendo in questo modo alle educatrici di seguirli senza problemi visto il numero contenuto
- lo spazio: il nido deve avere degli spazi dedicati alle varie attività del bambino, come la pappa, il riposino e quelle ludiche e creative
- gli arredi, i materiali e i giochi: tutto ciò che circonda il bambino deve essere rigorosamente sicuro, accogliente e tranquillizzante per evitare troppi stimoli
- la partecipazione dei genitori: è fondamentale che il genitore venga coinvolto, sia con riunioni periodiche, sia con incontri individuali con le educatrici
- la mensa: i genitori devono essere informati sul menu, stabilito da esperti e, se necessario, bisogna dare la possibilità al genitore stesso di modificarlo secondo le esigenze del bambino
- gli spazi esterni: sono obbligatori per legge, come ad esempio il giardino che deve consentire esplorazioni sicure ed essere attrezzato con dei giocattoli, magari con scivoli e tricicli

Separarsi serenamente

Anche se a volte mandare un figlio all’asilo nido è una scelta obbligata, la separazione resta sempre un momento molto difficile, sia per la mamma che si sente in colpa a lasciare il suo piccolo da solo per tante ore, sia per il bambino stesso che dovrà affrontare il primo vero e proprio distacco dalla famiglia.
Bisogna partire dal presupposto che l’ingresso all’asilo nido deve avvenire gradualmente e rispettando i tempi del bambino, per questo prima del “grande giorno” i genitori dovrebbero far sperimentare al piccolo qualche breve distacco affidandolo, ad esempio, ad una persona di fiducia: all’inizio per un’ora, poi due ore, fino ad arrivare a un intero pomeriggio.
Quando poi inizia il vero inserimento nell’asilo, nella prima settimana la mamma dovrebbe restare con lui un paio d’ore al giorno e gradualmente assentarsi.
Di conseguenza la mamma dovrà avere tantissima pazienza e dovrà essere pronta ad investire moltissimo tempo per aiutare il suo bambino a familiarizzare con questa nuova realtà che lo terrà lontano da casa per parecchie ore al giorno.
Infine ricordatevi che il bambino percepisce lo stato d’animo della loro mamma e del loro papà, molto spesso influenzando il suo comportamento; è per questo che vi consigliamo di farvi vedere sempre sereni e tranquilli, soprattutto al momento dei saluti. Infatti, anche se molto probabilmente il piccolo piangerà mentre vi vedrà andare via, smetterà di lì a breve ed inizierà a giocare con i suoi nuovi compagni di avventura.

martedì 14 aprile 2009

Svezzamento: come e quando iniziare?


Lo svezzamento è uno dei momenti più importanti nella crescita del bambino.
Questo è un momento di doppio passaggio che comporta uno sviluppo complessivo per il bambino.
Si tratta di uno sviluppo fisico, costituito dalla comparsa, accanto al latte, di altri alimenti, altri sapori, altri odori e dall’utilizzo dell’apparato digerente in maniera più complessa,affiancato a uno sviluppo e a un momento di crescita psicologica.
Il bambino che riceveva fino a quel momento nutrimento solo dalla mamma, con un contatto fisico molto forte, ora lo recepisce anche da altri agenti (questo aspetto, a volte, accompagna anche un piccolo trauma per molte mamme, impaurite da questo distacco che è del tutto naturale e non mina minimamente il rapporto con i propri figli).

Per l’inizio dello svezzamento non vi sono date e scadenze, ma dopo il 4° mese di vita, quando gli enzimi gastrointestinali (sostanze che permettono la digestione dei cibi) sono in grado di assimilare i nuovi alimenti, e non oltre il 6° mese, quando solo il latte non è più in grado di coprire il fabbisogno calorico, di ferro, rame e di altri minerali, si può intraprendere questa piccola grande avventura per mamma e bambino.

Oltre ai dubbi legati al momento più o meno adatto per iniziare lo svezzamento, è molto importante per una mamma , capire come procedere.
Sarà bene tenere in considerazione, prima di tutto, una regola fondamentale: non procedere mai per tappe rigide, non forzare troppo e non preoccuparsi degli “sgarri” alla tabella di marcia.
Il bambino proprio in questa fase comincia ad autoregolarsi, a conoscere sapori e consistenze e, di conseguenza, anche a scegliere; comincia, e continuerà sempre più, a provare voglia di mangiare determinati alimenti rispetto ad altri, man mano che li conoscerà, avrà predilezione per alcuni gusti e maggiori difficoltà con altri.

L’OMS consiglia uno svezzamento completo lungo, ovvero di affiancare comunque il latte fino ai 24 mesi, ma nei paesi industrializzati questo non avviene quasi mai.

All'inizio si dovrà procedere con l’introduzione, una sola volta al giorno, di frutta e della "prima pappa" ovvero il brodo vegetale.
In questo periodo è possibile introdurre un alimento nuovo ogni 5 giorni, esempio bieta, zucchina, zucca, fagiolini freschi (pochi), la scarola, il finocchio e tutte le verdure di facile digestione, da aggiungere alla preparazione del brodo vegetale.

Questa cadenza permetterà di non traumatizzare il piccolo, abituarlo e soprattutto constatare possibili allergie o intolleranze alimentari.

Per la preparazione del brodo vegetale :

Bollire patate, carote e zucchine (100 gr patate, 100 carote, 100 zucchine in un litro d’acqua, rimarranno circa 200 ml di brodo), non aggiungere mai sale.

Dal brodino si passerà, dopo poco più di un mese, alla "seconda pappa" (ovvero due nell'arco della giornata) aggiungendo crema di riso (circa 3 cucchiai) e a giorni alternati liofilizzato di carne.

Ingredienti: brodo vegetale
Crema di riso (circa 3 cucchiai colmi)
Liofilizzato di carne (mezza bustina). Dovranno essere introdotti quelli di carne bianca dopo 2-3 settimane, prima agnello e coniglio, per arrivare dopo i sette mesi al pollo, tacchino e prosciutto cotto.

Per il pesce è bene iniziare con quello di acqua dolce, come la trota che provocano solitamente meno allergie e poi passare a sogliola, spigola, merluzzo.
È invece meglio aspettare il primo anno per introdurre l’uovo, sempre ben cotto.


Quelli che abbiamo voluto proporvi sono dei piccoli accorgimenti generale, dieta, tempi e modalità di svezzamento personalizzati dipendono molto da ogni singolo bambino e vanno studiati e affrontati con l’aiuto del proprio pediatra.

Lo svezzamento è davvero una grande avventura, formativa in senso fisico e psicologico, per questo mamme e papà dovrebbero viverlo con serenità, sfruttando al massimo le occasioni per spronare il proprio piccolo, ma anche cercando di capirne segnali e gusti che man mano si faranno sempre più definiti.


Per aiutare i giovani genitori in questa che sembra un’impresa, oltre a tanta pazienza, esistono anche alcuni utili “aiutanti”, per rendere ogni momento leggero e divertente, dai tantissimi tipi di seggiolone coloratissimi e adatti anche per il riposino post- pappa, a cucchiai per la pappa sonori o i bavaglini con maniche, a prova dei bambini più vivaci!

martedì 31 marzo 2009

Amniocentesi: le 5 domande fondamentali


Dopo la gioia e l’emozione della notizia della gravidanza, la prima preoccupazione dei genitori è quella di sapere se il loro bambino sarà sano.

L’amniocentesi è una di quelle indagini parentali invasive che indagano la struttura del DNA per individuare eventuali disfunzioni che pregiudicheranno poi la vita del bambino.

Cosa?
Prima di effettuare l’esame vero e proprio la paziente sarà sottoposta a una ecografia per rivelare età del feto e quantità di liquido amniotico (le cosiddette “acque” che circondano il feto durante la gravidanza), dopodichè verranno prelevati circa 20 ml di liquido tramite una puntura nell’addome della mamma.

Solitamente non viene somministrata anestesia e la mamma può tornare a casa immediatamente, anche se i medici consigliano un periodo di 24-48 ore di controllo della temperatura corporea.
I rischi maggiori sono legati a una possibile infezione del liquido amniotico, una sua eccessiva perdita o, nei casi più gravi all’aborto (le percentuali sono comunque bassissime, l’amnioocentesi determina un aborto in un caso su 100-200).

Quando?

Secondo il periodo di gravidanza in cui viene effettuato si distinguono amniocentesi precoce (tra la 16° e la 18° settimana) o tardiva (dopo la 20° settimana).

Dove?
Il prelievo del liquido amniotico è un intervento invasivo e molto delicato, per questo manualità ed esperienza sono determinanti e da tenere in grande considerazione.
Dopo un serio consulto con il proprio medico curante, è importante cercare una struttura specializzata , pubblica o privata, per non incorrere in pericolosi inconvenienti.

Perché?
L'esame viene proposto per indagare eventuali anomalie cromosomiche a quelle pazienti che:

hanno superato i 35 anni (38 anni in Francia), soprattutto per i rischi collegati alla Trisomia 21 (sindrome di down). • hanno visto aumentare lo spessore della translucenza nucale • hanno individuato difetti fetali strutturali attraverso l’ecografia • hanno avuto già figli affetti da anomalia cromosomica • hanno genitori portatori di alterazioni cromosomiche • hanno contratto malattie infettive (citomegalovirus, parvovirus B19...) • hanno registrato infiammazioni dell’utero

Nell’amniocentesi i parametri considerati sono legati ai livelli di:
creatinina: riflette lo sviluppo e funzionalità del rene;
bilirubina: per segnalare anemie o incompatibilità di gruppi sanguinei;
lecitina/sfingomielina: questo rapporto indica lo sviluppo corretto dei polmoni e, soprattutto in caso di parti precoci, la capacità del bambino di poter respirare autonomamente.
• alcuni ormoni steroidei: a seconda del tipo di ormone si può valutare lo stato complessivo di sviluppo di feto o placenta.

Infine come già detto viene eseguito l’esame delle cellule sospese nel per indagini citogenetiche sulla struttura del DNA o per rilevare eventuali anomalie metaboliche ereditarie.

Chi?
L’invasività e i rischi, benché minimi, legati all’amniocentesi, lo rendono un esame fuori dalla routine, a differenza dell’ecografia, ma che deve essere preso in considerazione in base alle condizioni della madre.


Il rapporto medico-paziente è, come sempre, fondamentale.
Il medico dovrà, prima di tutto, informare correttamente la paziente su l’opportunità o meno di svolgere l’esame, illustrandone le modalità d’esecuzione, i rischi e i benefici, sia in generale, considerando le statistiche, sia, e soprattutto, valutando il caso specifico della singola paziente.
Dovrà poi aiutarla a superare alcuni luoghi comuni, come quelli legati all’età o ai rischi.

Dopo i 35 anni l’amniocentesi non è, comunque, obbligatoria e quelle legate alle percentuali di rischio, non valutabili in assoluto, ma solo caso per caso.

Sarà dunque ciascun medico in rapporto a ciascuna paziente a valutare come e dove effettuare l’esame, assicurando la massima assistenza prima e dopo l’esame stesso e indirizzando, laddove possibile, la paziente vero la struttura più idonea e sicura.

venerdì 20 marzo 2009

Vogliamo ancora le fiabe!


Un classico, come l’emozionante storia dei fratellini HÄNSEL E GRETEL e della loro avventura nel bosco e nella casetta di marzapane, oppure scoprire i mille insegnamenti sempre validi per tutti di una favola fantastica ed emozionante come Pinocchio e il suo paese dei balocchi.

A volte la tecnologia, il susseguirsi di giocattoli sempre più moderni, stimolanti e coloratissimi, pensati per i bambini di tutte le età, fanno perdere di vista le classiche storie, da raccontare, magari prima di andare a letto.

Le fiabe accendono la fantasia, propongono scenari sognanti in cui il bambino può vivere la storia e inventarne mille altre.

Così Bimbomarket in collaborazione con Sfera editore, ha deciso di proporre nel suo catalogo online tanti libri per ritrovare quel gusto di coccolare il proprio bimbo con mille favole fantastiche.

Per i più piccoli ci sono i “cucciolibri” tutti da afferrare e accarezzare mentre la mamma racconta le figure dei piccoli animali, oppure i libri e cd dei “bimbi in fiaba” mentre per i più grandi ci sono “i miei amici animali” per scoprire la natura che li circonda o i divertentissimi “cantalibri” per giocare e cantare tutte le canzoni per bambini.

Tra mille suoni, colori, giocattoli “iper”, riscoprire la magia delle fiabe può regalare ai bambini e ai loro genitori un’emozione tutta nuova.

Tra i libri di Sfera editore in vendita su Bimbomarket, ci sono anche gli utilissimi volumi della “Grande enciclopedia del bambino” per capire meglio e interpretare i piccoli segnali e comportamenti del nostro bambino, il cofanetto “le ricette per il mio bambino” contenente le migliori ricette suddivise per fasce d’età del bambino, dallo svezzamento fino ai 6 anni, ma comunque adatte a tutta la famiglia e quelli per prepararsi alla grande avventura della gravidanza, del parto e dei primi mesi.

mercoledì 18 marzo 2009

Gli esami da effettuare durante la gravidanza

Durante il periodo della gravidanza, è importante effettuare una serie di esami per monitorare l’andamento della gestazione e soprattutto per verificare la salute del feto e quella della madre.
Questi esami, infatti, forniscono il maggior numero possibile di informazioni sul feto stabilendo se sia sano geneticamente e, di conseguenza, rassicurano i genitori sulla buona salute del bambino che sta per nascere.
La maggior parte di queste analisi sono estremamente semplici e comportano pochi fastidi sia alla madre che al feto, per questo viene consigliato di effettuarli, anche perché sono in grado di rilevare e quindi di curare tempestivamente alcune patologie o addirittura diagnosticare l’eventuale presenza precoce di altre. Solamente per le donne che hanno superato i 35 anni o in casi particolari di familiarità inerenti a malattie cromosomiche, vengono prescritte in aggiunta delle analisi cromosomiche prenatali.

Prima della gravidanza

Quando si decide di avere un bambino, è consigliabile eseguire degli esami per verificare lo stato di salute generale oppure per riconoscere l'esistenza di eventuali patologie preesistenti alla gravidanza, come ad esempio l'anemia, il diabete od eventuali malattie infettive.
Esami del sangue: di base si effettuano emocromo, anticorpi e citomegalovirus, epatite B e C. Inoltre è necessario l’esame per stabilire il gruppo sanguigno e il fattore RH.
Esami ginecologici: sono utili per accertare l’assenza di malattie e malformazioni che potrebbero influenzare negativamente il decorso regolare della gravidanza (ad esempio malformazioni dell’utero, cistiti o fibroma).
Esame dell’HIV: è il test che dimostra la presenza nel sangue di anticorpi contro il virus dell'AIDS.
Rubeo test: rileva la presenza nel sangue di anticorpi contro la rosolia.
Toxo test: serve per accertare la presenza o meno di anticorpi contro la toxoplasmosi.

Durante il primo trimestre di gravidanza

Test di gravidanza: quelli attualmente presenti in commercio sono molto sensibili e sicuri, facili da usare e piuttosto attendibili. In caso di esito positivo, occorre fissare un appuntamento ginecologico per avere la conferma dell’avvenuta gravidanza.
In alternativa è possibile fare effettuare il test ad un Laboratorio di analisi, consegnando al laboratorio stesso un campione di urina.
Prima ecografia: rientra negli esami di routine della futura mamma, di conseguenza è esente da ticket. Va eseguita entro la 12° settimana per mezzo di una piccola sonda endovaginale a multifrequenza.
La prima ecografia è molto importante in quanto ha vari scopi, ovvero:
- controllare che il feto sia vivo
- accertare che la placenta sia inserita correttamente
- effettuare le prime misurazioni degli arti e la presenza degli organi vitali
- stabilire la data presunta del parto tramite la misura dell’embrione e controllando che le sue dimensioni corrispondano effettivamente alla data dell’ultima mestruazione indicata dalla gestante
- controllare che il battito cardiaco del feto sia regolare
- individuare l’eventuale presenza di gemelli
- stabilire che non si tratti di una gravidanza extrauterina
La prima ecografia, inoltre, nel 60% dei casi, consente di rivelare eventuali malformazioni cardiache e anomalie cromosomiche, anche se non è l’esame più preciso per questo genere di accertamenti.

In aggiunta agli esami di base appena descritti, è possibile effettuare ulteriori accertamenti facoltativi.

Translucenza nucale: permette di calcolare il rischio di anomalie cromosomiche del feto attraverso la misurazione ecografica della parte posteriore della nuca del bimbo. E’ un esame immediato e gratuito.
Duo-test: viene eseguito di solito in abbinamento all’esame della translucenza nucale ed ha lo scopo di accertare sempre a livello ‘probabilistico’ l’assenza di eventuali anomalie cromosomiche. Consiste in un prelievo del sangue privo di qualunque effetto collaterale per il feto.
Villocentesi: è un esame gratuito e consiste nel prelievo di frammenti di villi coriali, ovvero delle sottili protuberanze di tessuto placentare. Il prelievo viene effettuato inserendo un sottilissimo ago nell'utero attraverso la pancia della gestante. Anche questo esame permette di scoprire eventuali anomalie cromosomiche ed è consigliato per le donne al di sopra dei 35 anni.
Questo esame comporta un rischio di aborto spontaneo dell' 1-3%.

Durante il secondo trimestre di gravidanza

Analisi: almeno una volta nel corso del secondo trimestre vanno eseguiti emocromo, rubeo test, toxo test ed esame delle urine.
Seconda ecografia o "morfologica": viene effettuata tra la 19° e la 22° settimana e anche questa ha lo molteplici funzioni, infatti è indicata per:
- accertare il regolare sviluppo del feto tramite un’indagine su tutti gli organi del bambino per escludere eventuali malformazioni
- verificare la posizione della placenta nell’utero
- verificare la quantità di liquido amniotico
Inoltre, è in seguito a questo esame che i genitori che lo desiderano possono conoscere il sesso del piccolo.

In aggiunta agli esami di base appena descritti, è possibile effettuare ulteriori accertamenti facoltativi.

Amniocentesi: questo test consiste nel prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico, il liquido in cui è immerso il feto, all’interno del quale sono presenti le cellule di sfaldamento, ossia le cellule che spontaneamente si staccano dal corpo del bambino, dalla pelle o dalle mucose.
Il prelievo viene effettuato inserendo un sottilissimo ago nell'utero attraverso la pancia della gestante; anche questo accertamento serve per escludere la possibilità di anomalie cromosomiche o malattie metaboliche. Dopo l’esame è bene riposarsi a letto per qualche ora e seguire le indicazioni fornite dal proprio medico curante
Come la villocentesi, comporta un rischio di aborto spontaneo dell' 0,5-1%.
Tritest o “ultra-screen”: è totalmente privo di rischio per il feto e consiste in un prelievo di sangue che consente di analizzare le sostanze emesse dal feto nella placenta.

Durante il terzo trimestre di gravidanza

Analisi: ripetizione di epatite B e C ed esami sulla coagulazione del sangue per eventuali anestesie al momento del parto.
Terza ecografia o "biometria": viene eseguita tra la 30° e la 32° settimana ed ha la funzione di confermare la regolare crescita del feto. Inoltre consente di studiare lo sviluppo del sistema nervoso centrale e degli organi fondamentali, come ad esempio il rene.
Tampone vaginale e urocultura: si effettua alla fine dell’ottavo mese per escludere al presenza di streptococco beta emolitico di gruppo B, un batterio che potrebbe contagiare il feto al momento della nascita. Se l'esame rileva la presenza dello streptococco (che di solito non dà alcun sintomo alla madre), si esegue una profilassi antibiotica alla donna durante il travaglio ed eventualmente al neonato.

Da evitare durante la gravidanza

Per evitare danni al feto, bisognerebbe non assumere farmaci soprattutto durante il primo e il terzo trimestre di gestazione ed inoltre non andrebbero mai fatte, salvo eccezioni per i casi particolari, le radiografie.
Per piccoli dolori, influenze, raffreddori, mal di denti, si può tranquillamente assumere il paracetamolo, una sostanza che, in piccole dosi, non presenta controindicazioni per le donne in dolce attesa.

mercoledì 4 marzo 2009

Allattamento al seno: consigli e suggerimenti per un dolcissimo momento!

L’allattamento al seno è il gesto più naturale e spontaneo per una mamma, in quanto sarà proprio il suo istinto a guidarla nella direzione giusta.
Allattare il proprio bambino è importantissimo, poiché gli assicurerà tutto ciò di cui ha bisogno per nutrirsi, difendersi da germi e batteri e soprattutto lo aiuterà a crescere seguendo un corretto sviluppo fisico, mentale, sociale ed emotivo.

Tutte le donne, salvo eccezioni particolari, possono allattare il loro bambino per almeno 4/6 mesi e, se lo desiderano, possono continuare finché il piccolo lo richiede, integrando al latte materno un’adeguata alimentazione solida.
Idealmente si inizia ad allattare già in sala parto e comunque è importante farlo entro le prime ore dalla nascita per stimolare la montata lattea e soprattutto per far assumere al bambino il colostro, liquido ricco di nutrienti particolari ed anticorpi.

Le regole generali

Relax: durante l’allattamento è importante essere rilassate e riposate, soprattutto nelle prime settimane dopo il parto; per questo, se possibile, richiedete l’aiuto del vostro compagno o di familiari.

Comodità: sia la mamma che il piccolo devono cercare di essere sempre comodi e rilassati, questo perché qualsiasi sia la posizione scelta durante l’allattamento, vi porterà a tenere il bambino vicino al seno per molto tempo. La comodità, quindi, è fondamentale! Inoltre ricordatevi sempre si proteggere schiena, braccia e gambe con adeguati sostegni, come ad esempio cuscini, poggiapiedi o braccioli.

Coccole: a volte può succedere che il bambino abbia sonno o magari sia un po’ agitato per vivere il momento dell’allattamento con il giusto relax. Per risvegliare il suo appetito, provate a coccolarlo con dolci carezze, vedrete che si calmerà e tornerà a mangiare serenamente.

Igiene del seno: un altro fattore importantissimo è mantenere il seno ben pulito, sia per evitare di trasmettere infezioni al bambino, sia per prevenire le ragadi. Per l’igiene locale, dal momento che il latte ha già un sufficiente potere antibatterico, vi basterà detergere il seno con semplice acqua e sapone ed asciugare poi delicatamente, senza usare salviettine intrise di detergenti intimi che tendono a rimuovere i grassi naturali della pelle e ad interferire con l’orientamento olfattivo del bambino verso la fonte del nutrimento.

Scegliere la posizione giusta

Si può allattare in diversi modi, ogni mamma piano piano troverà la sua posizione ideale.

Da sedute: scegliete una sedia, un divano o una poltrona, l’importante è che la vostra schiena sia sempre ben dritta. Adagiate il piccolo sul braccio, facendo in modo che la sua testa appoggi sulla piega del gomito in modo tale che non sia costretto a girare la testa per arrivare al seno. Infine assicuratevi che la sua schiena e la sua testa siano allineate.

Da sdraiate: se preferite mantenere una posizione sdraiata perché vi sentite affaticate oppure sentite dolore, per esempio, a causa dei punti di sutura in caso di parto cesareo, mettetevi sul letto distese sul fianco con l’aiuto di qualche cuscino. Fate sdraiare il bambino sul fianco e rivolto verso di voi, con la bocca all’altezza del capezzolo e sostenendolo.

Posizione "rugby": questa posizione, meno diffusa ma particolarmente indicata in caso di ingorgo mammario, è così chiamata perché il corpo del bambino viene tenuto sotto l'ascella della mamma con un braccio, mentre il capo è sostenuto con l'altra mano, proprio come un pallone da rugby.

Qualsiasi sia la posizione scelta, ricordatevi sempre di:
- tenere il bambino in una posizione laterale, rivolto con il suo pancino verso il vostro petto o la pancia;
- far in modo che il suo nasino sia all’altezza del capezzolo;
- sorreggere sempre la schiena del bambino e non la sua testa, per non tenerla bloccata in alcuna posizione;
- tenere il bambino molto vicino a voi, in modo che non debba aggrapparsi con la bocca al capezzolo rischiando quindi di danneggiarlo.

L’attaccamento al seno

Una volta trovata la posizione più adatta a voi, portate il piccolo al seno e mai viceversa: infatti, quando avrà la percezione del capezzolo vicino al suo viso, gli verrà naturale attaccarsi all’areola.
Offrite il seno al bambino tenendo il dito indice al di sopra dell'areola, in modo da impedire che la mammella poggi contro il suo naso, ed il dito medio al di sotto, in modo da far protendere maggiormente il capezzolo.

Durante l’allattamento, ricordatevi di non utilizzate gli stessi movimenti dell’allattamento al biberon, in quanto rischiereste di aumentare la difficoltà del vostro bambino di aggrapparsi alla mammella. Inoltre, non preoccupatevi di tenere il nasino del piccolo libero, poiché se è ben posizionato, vedrete che respirerà senza fatica; infatti, se userete le mani con lo scopo di aiutarlo a respirare, si rischia di modificare la forma del seno e diminuire quindi la sua presa.

Infine, per capire se il vostro bambino è attaccato al seno in modo corretto, possiamo suggerirvi alcuni piccoli accorgimenti:
- il suo naso e il suo mento toccano il seno
- la sua mascella si muove fino all’orecchio
- la sua bocca è ben aperta e ha le labbra rovesciate in fuori senza succhiarsi il labbro inferiore
- tra le labbra del bambino ed il vostro seno, si intravede la sua lingua
- il piccolo comprime leggermente l’areola senza fare sforzo con le labbra e la bocca
- non provate dolore

Ad ogni pasto, attaccate il bambino ad entrambe le mammelle, iniziando dal lato che è stato utilizzato per ultimo nella precedente poppata, per circa 10-15 minuti da un seno e 10-15 minuti dall’altro.

Quando allattare e quante volte?

I neonati, nelle prime 24 ore di solito, dormono moltissimo e mangiano poco, anche solo 2 o 3 volte; solo tra le 24 e le 72 ore di vita iniziano a sentire fame più frequentemente e talvolta può capitare che mangino anche 13 volte al giorno!
Se il bimbo chiede spesso il latte, è perché ne ha bisogno e non per vizio. Inoltre, l’elevata frequenza delle poppate nei primi giorni di vita consente non solo a madre e figlio di attuare un’utile pratica in attesa della montata lattea, ma anche di anticipare quest’ultima di 12-24 ore: la suzione, infatti, è il più potente stimolo alla produzione di latte.

Il numero delle poppate non deve essere rigido: all’inizio, infatti, si consiglia indicativamente di allattare il bambino a richiesta, circa 6-7 volte al giorno nella prima settimana per poi arrivare a 5-6 volte dal primo al terzo mese con intervallo notturno per concedere un sufficiente riposo alla madre.
Infine, ricordatevi sempre che orari e quantità vengono spesso stabiliti dal bambino in grado di autoregolarsi in base ai suoi bisogni ed alle sue necessità.

martedì 3 marzo 2009

Dieta e allattamento: un legame imprescindibile!

L’importanza dell’allattamento al seno è una delle recenti ri-scoperte di mamme e pediatri, che sottolineano quanto questa pratica abbia notevoli risvolti sulla salute e sull’equilibrio psico-fisico di neonati e bambini.
L’allattamento al seno permette il passaggio di tutti i principi nutritivi, necessari alla crescita sana ed equilibrata del bambino, e di tutti quegli anticorpi fondamentali per la costruzione di un sistema immunitario forte e completo.

Il latte materno è direttamente collegato, aldilà delle credenze popolari, al nutrimento della mamma, ed è per questo che non si può prescindere da una corretta, sana ed equilibrata alimentazione.

Il fabbisogno energetico
Dobbiamo ricordarci che una donna che allatta, inevitabilmente, richiede un fabbisogno energetico maggiorato proporzionalmente alla quantità di latte prodotto.
Il valore energetico medio del latte umano è di 65-70 kcal/100 g. e quindi mediamente si può affermare che una donna che allatta richieda almeno 500 kcal in più rispetto ad una donna che non allatta.

Non è (sempre) vero che
Parlando di alimentazione e allattamento, per iniziare si possono sfatare alcuni luoghi comuni che rischiano, quando non danneggiano mamma e bambino, di accrescere lo stato ansioso attorno a questa naturalissima pratica.
Insomma, non è vero che:
occorre che la madre si preoccupi di bere oltre la sete che sente, infatti, il rene della madre è capace di risparmiare acqua, riducendone il volume emesso con le urine
vi sono alimenti che «sciupano» il latte, alcuni, in realtà possono dare un «sapore» diverso al latte, abituando così il bambino a diversi sapori, che il bambino potrebbe anche apprezzare.
esistono alimenti che «fanno latte», è il mangiare correttamente che fa lavorare bene la ghiandola mammaria. Inutile quindi, bere grandi quantità di latte o di birra (in questo caso bisogna non sottovalutare il suo contenuto alcolico, realmente dannoso per mamma e bambino)
se non si seguono orari rigidi si rischia di dare cattive abitudini o di danneggiare lo stomaco del bambino.
il bambino non sappia regolarsi da solo
se il bambino non fa il ruttino, è segno che non ha digerito (il ruttino è solo il rumore della fuoriuscita dell'aria nello stomaco, non ha niente a che vedere con la digestione!)

Di cosa si dovrebbe limitare o evitare l’assunzione?
Sfatati i luoghi comuni e ribadito il fatto che una dieta equilibrata e variata va bene non solo durante l’allattamento ma sempre nella vita di ogni individuo, in questo particolare periodo si può dedicare maggiore attenzione ad alcuni alimenti evitandone altri.

spezie e aromi particolarmente forti, in maniera continuativa, oppure aglio, acciughe, ketchup, asparagi, cipolle, curry, gorgonzola, peperoni, zenzero e spezie piccanti, possono conferire un sapore altrettanto forte al latte che potrebbe infastidire il piccolo allontanandolo e limitando la “voglia” di assumerne.
alcuni tipi di carne insaccata e selvaggina, crostacei e molluschi, uova o carne conservata (spesso ricca di nitriti e nitrati, potenzialmente pericolosi per il bambino) dovrebbero essere assunti con moderazione.
fagioli, frullati, lieviti e latticini o le bevande gasate (da evitare anche perché spesso contengono caffeina o altri eccitanti che danneggiano il neonato) per evitare la formazione di gas nello stomaco che provoca le famose “coliche” dei piccoli.

Per evitare possibili reazioni allergiche (specie se in famiglia ci sono già persone sensibili) andrebbero evitati:
• fragole, agrumi, banane, ananas, lamponi, avocado • pomodori, spinaci, fecola di patate • arachidi, noci, nocciole, mandorle • fave, piselli, ceci, lenticchie, fagioli • albume, formaggi, yogurt, lievito di birra • cioccolato, insaccati, alimenti in scatola, dadi per brodo • crostacei, frutti di mare, pesce conservato

Ma allora cosa si mangia?
L’allattamento deve prevedere, come detto, un aumento dell’apporto nutrizionale nella dieta
della mamma, dunque, fatta memoria degli alimenti da evitare, non occorre lesinare in proteine, carboidrati fibre e vitamine!
latte e latticini saranno fondamentali per l’apporto di calcio, fosforo e vitamina A.
pesce, uova (laddove non ci siano allergie particolari) e carne contribuiranno invece a coprire il fabbisogno di acidi grassi ed amminoacidi essenziali, ferro, minerali e alcune vitamine.
frutta, verdura, legumi e cereali contribuiranno, infine, a completare il quadro nutrizionale, soddisfacendo le richieste di fibre, vitamine e oligoelementi.

Maggiore attenzione agli zuccheri ricchi di calorie, ma non di valori nutrizionali.
Alimenti freschi o surgelati, ma preparati con metodi di cottura semplici evitando intingoli, fritture e grigliature (tanto più nocive quanto maggiori sono le parti carbonizzate dell’alimento) e condendo tutto con oli vegetali da consumare a crudo.

Infine anche se non è corretto sottoporsi a sforzi per apportare liquidi, l’assunzione di acqua a forte carica calcica è consigliata durante tutto il periodo della gravidanza e dell’allattamento, assumendo almeno 2 litri di acqua al giorno.

Una piccola notazione per incoraggiare e rincuorare le mamme nostrane: la dieta mediterranea, oltre a prevenire e proteggere da ipertensione, diabete, obesità e tumori, è indicata per le donne in gravidanza e durante l’allattamento per il suo forte apporto di minerali e vitamine.
Cereali, frutta, verdura e olio d’oliva che caratterizzano la dieta mediterranea, ricca di composti antiossidanti e di vitamine C ed E avrebbero, appunto, importanti effetti antinfiammatori sia per la mamma che per il nascituro anche nei confronti di allergie, riniti allergiche e asma.

Insomma, aldilà dei piccoli consigli qui riportati, durante la gravidanza, l’allattamento e la crescita dei nostri bambini, occorre ricordare che sono fondamentali tre cose: un costante controllo medico, senza per questo cadere in un’ansia ipocondriaca, il confronto con chi ha più esperienza, come altre mamme e l’istinto innato delle neo-mamme, che in virtù del loro speciale legame con il bambino riuscirà a valutare anche le reazioni legate al cibo e quindi ad adeguare la propria dieta.

lunedì 16 febbraio 2009

Divertenti giochi di Carnevale per le feste del tuo bambino!

Il Carnevale è da sempre la festa dei bambini, ma non dimentichiamoci che coinvolge anche i loro genitori che in quest’occasione ritornano allegri e spensierati proprio come i loro piccoli, aiutandoli nella creazione della maschera da indossare o preparando per loro fantastiche feste.
Durante il periodo del Carnevale, infatti, è probabile che il vostro bambino vi chiederà di organizzare nella vostra casa una bellissima festa in maschera dove invitare tutti i suoi piccoli amici. E’ per questo che vorremmo suggerirvi alcuni semplici e divertenti giochi da proporre loro quando saranno riuniti tutti insieme, per farli divertire e, soprattutto, per farli stare tranquilli!

Corri o perdi il treno!
Età: dai 5 anni.
Occorrente: due piccole borse da viaggio (o qualsiasi cosa possa fare da contenitore) riempite in egual misura con accessori per travestirsi come guanti, collane, sciarpe, orecchini, cappelli.

Come si gioca: 2 bambini per turno, con le borse in mano, devono correre per prendere il treno (che creeremo posizionando in fila delle sedie) ma prima dovranno indossare tutto ciò che trovano nella valigia. Vince chi per primo riesce a sedersi per “prendere il treno” entro un tempo prestabilito.

La mascherina mancante
Età: dai 4 anni.
Occorrente: delle mascherine di carnevale.

Come si gioca: si dispongono i bambini seduti in cerchio sul pavimento, ognuno con davanti la propria mascherina. Si toglie una maschera e facciamo partire la musica: i bambini si alzano e cominciano a correre intorno al cerchio di maschere. Quando la musica si arresta, ogni bimbo deve indossarne una, mentre chi rimane senza viene eliminato. Si fanno sedere nuovamente i bambini, si toglie un’altra maschera e il gioco riparte. Vince chi indossa l'ultima mascherina.

La mummia
Età: dai 6 anni.
Occorrente: rotoli di carta igienica.

Come si gioca: si dividono i bambini in due squadre, ogni squadra sceglie un bambino che verrà trasformato in una mummia. In un tempo stabilito, le squadre devono ricoprire il bambino con la carta igienica nel modo più stretto possibile trasformandolo in una mummia. Vince chi, allo scadere del tempo, ha fatto la mummia più bella!

martedì 10 febbraio 2009

Bimbomarket prepara un San Valentino speciale per la donna che diventerà Mamma!


Per la festa degli innamorati Bimbomarket applica uno sconto del 10% sui prodotti del reparto Mamma!
Diventare genitori è l’esperienza più emozionante che capita nella vita di un uomo e una donna, è il coronamento del loro amore, che diventerà ancora più solido e lascerà, anche attraverso il loro bimbo, un segno per il futuro!
Festeggia e dimostrale il tuo amore ancora di più ora! Bimbomarket offre la possibilità a tutti i fan di facebook di acquistare le borse beauty care e fasciatoio, i prodotti di cosmesi, le agende dei ricordi che si possono trovare del reparto Mamma con il 10% di sconto fino a lunedì 16 febbraio!

Per ricevere lo sconto basterà diventare fan della pagina Bimbomarket iscrivendosi al link
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Buon San Valentino e buon acquisto e continua a seguirci, sul nostro profilo troverai tante notizie e consigli sulla prima infanzia e nuove straordinarie promozioni riservate ai fan di Facebook!


*Le email e le iscrizioni che verranno inviate dopo le ore 18 di venerdì, riceveranno il codice sconto la mattina di lunedì 16 febbraio.
** Lo sconto non è cumulabile ad altre promozioni e non si applica ai prodotti a “prezzo speciale”.

giovedì 5 febbraio 2009

Arriva il Carnevale, la festa più pazza dell'anno!

Il Carnevale è alle porte e per un bambino, si sa, questa festa è sinonimo di giochi, allegria e divertimento, ma anche di maschere, travestimenti e costumi. Carnevale, infatti, non può dirsi tale se, per almeno un giorno, non si è indossato un abito assumendo le sembianze di qualcun altro o di qualcos’altro.

Naturalmente i negozi offrono innumerevoli soluzioni, dove è possibile trovare tantissimi costumi da comprare o affittare. Indubbiamente sono molto belli ma, è risaputo, anche molto costosi!
E’ per questo che vorremmo condividere con voi dei piccoli consigli per provare a creare il travestimento che il vostro bambino più desidera, lasciandovi trasportare esclusivamente dalla fantasia e dal vostro gusto personale, coinvolgendo il piccolo nella realizzazione e lasciando emergere il suo spirito creativo.

Partendo da una semplice mascherina bianca, potete incollarla su un cartoncino colorato e magari decorarla con la tecnica del collage secondo il personaggio da rappresentare, ad esempio ritagli di carta multicolor per il pagliaccio, oppure polverine dorate applicate con la colla per la fatina.
Per i bambini che invece vogliono cimentarsi in qualcosa di più artistico, possono dare libero spazio alla loro fantasia disegnando la forma che più gli piace su un cartoncino, decorarla e poi ritagliarla: il gioco è fatto! Basterà infine legare le estremità della maschera con del filo elasticizzato.

Anche da queste semplici idee possono nascere idee originali e davvero graziose, l’importante è abbinarle a piccoli dettagli come può essere un po’ di trucco sulla faccia in linea con il tema della maschera oppure degli oggetti che si possono facilmente trovare in casa: ad esempio un gilet e una pistola giocattolo per il cowboy o un ombrellino per la damigella. Oppure utilizzare della carta stagnola o carta crespa per realizzare mantelli, tutù e tutto ciò che la vostra fantasia vi suggerisce.

Ma il Carnevale, come abbiamo già accennato, è anche festa e giochi! Infatti in questo periodo i bambini non perdono occasione per ritrovarsi tutti insieme per giocare e tirare coriandoli. E’ proprio per questo motivo che abbiamo pensato di realizzare apposta per voi un simpatico invito da poter utilizzare nel caso in cui il vostro bambino vi chieda di organizzare una bellissima festa a casa vostra con tutti i suoi compagni di classe.

Auguriamo a tutti voi e ai vostri piccoli di trascorrere un divertentissimo Carnevale!



Clicca sull'immagine per scaricare l'invito

Biglietto Carnevale Bimbomarket

martedì 3 febbraio 2009

Me lo mangio con gli occhi!

Verdure e bambini, sembra l’eterna sfida di tutte le mamme che, in realtà oggi si estende anche all’avversione per l’acqua rispetto alle altre bevande, o al pesce rispetto a carni più grasse e saporite. Come riuscire a convincere i nostri piccoli a mangiare cibi sani che però sembrano non gradire affatto? Come dicono in molti, basta aggiungere un po’ di sapore alle pietanze e preparare tutto con molta fantasia. Ma è proprio questa che a volte, causa stress, lavoro e impegni vari, sembra venir meno alle mamme moderne. Così una coppia di genitori americani, John e Whitney hanno pensato di mettere a frutto la loro esperienza per quelle mamme alle prese con bambini un po’ capricciosi e tempi sempre più stretti. Dalla loro esperienza di genitori nasce l’idea di Full Tank, un’azienda che produce alimenti surgelati, sani, facili da preparare, ma soprattutto gustosi e divertenti! All’inizio era una purea di carote nascosta da sugo rosso, visto il successo ne arrivarono altri e arrivò la grande distribuzione. Oggi, tenendo sempre conto del binomio vincente gusto e “design” lancia Baby Fuel, una gamma di prodotti adatti per il viaggio, facili da utilizzare e con un’attenzione privilegiato per il packaging ( ideato appositamente per i piccoli da uno studio grafico) e per la praticità. Ogni confezione ha una parte dedicata ai bambini, con Jet e Sam, due personaggi appositamente creati, che raccontano il prodotto e il perché loro lo mangino con gusto e cosa possano abbinarci, così che il bambino si identifichi e sia invogliato a fare lo stesso.

In attesa che arrivino anche da noi aiutanti “industriali” di questo genere, le mamme nostrane dovranno far ricorso a tutta la loro fantasia perché anche l’occhio abbia la sua parte! Raccontateci come vi organizzate, che idee avete, cosa vi hanno suggerito e cosa avete scoperto col tempo…

Noi vi diamo due piccoli suggerimenti per provare a servire le verdure ai vostri piccoli in maniera divertente e creativa ( le ricette sono adatte per bambini dai 12 mesi in su!).

Minestra alla crema di mais con i crostini sorridenti!
Per i CROSTINI SORRIDENTI
Prendere delle fette di Pane Carrè, ritagliare delle forme a piacere (magari aiutandosi con le formine per i biscotti) e tostare in forno per qualche minuto.
Per la CREMA: 6 cucchiai di farina di mais, 500 gr. di latte, 550 cl. di acqua, alcuni crostini di pane, 25 gr. di burro, oppure 2 cucchiaini da tavola di olio di oliva extravergine e 300 gr. di frutta di stagione (sbucciata, snocciolata e tagliata a fettine).
In una scodella sciogliete la farina di mais nel latte freddo, quindi versate tutto in una casseruolina dove avrete portato l’acqua leggermente a bollore. Fate cuocere per 20 minuti, mescolando con un cucchiaio.
Prima di servire, unite il burro o l’olio e i crostini sorridenti!

Pagliaccio di verdure!
500 gr. di verdura (patate, carote, finocchi, zucchini, spinaci, ecc.), 80 gr. di latte, 1 uovo, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, prezzemolo tritato, 4 cucchiai di pangrattato o farina 00 o maizena. Cuocere a vapore la verdura scelta.
Frullarla con il latte, l’uovo, il parmigiano, il prezzemolo tritato e la maizena. Ungere con olio uno stampo per budino e versarvi il composto. Far cuocere a bagnomaria in forno per mezz’ora circa. A cottura ultimata rigirare sul piatto e decorarlo come se fosse il viso di un clown: un pezzo di pomodorino per il naso, un pezzetto di carota Julienne per la bocca, due pezzetti di olive per gli occhi e a piacere fagiolini o spinaci già cotti per i capelli! Se si vuole, servire con besciamella.

mercoledì 28 gennaio 2009

Sistema di allarme RAPEX: una tutela per i consumatori europei!

Sicuramente molti di voi saranno già a conoscenza di questo validissimo strumento nato nel 2004 per la tutela del consumatore.
Con tutti coloro che, invece, non ne avessero sentito mai parlare, riteniamo opportuno condividere questa preziosa informazione: stiamo parlando del Sistema Rapex della Commissione europea sui prodotti oggetto di provvedimenti di ritiro e richiamo volontario nel mercato comunitario.

Di cosa si tratta esattamente?
Il Rapex (Rapid alert exchange) è un sistema di scambio rapido di informazioni fra gli Stati membri e la Commissione europea riguardo le misure adottate per prodotti che presentano rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori (esclusi farmaci ed alimentari).
Settimanalmente, tutti gli Stati notificano eventuali nuovi allarmi alla Commissione che, sul sito ufficiale, li pubblica in un elenco per renderli accessibili al consumatore. Troverete quindi:
- la nazione che ha emesso l’allarme
- il prodotto con descrizione, produttore, modello e quasi sempre la foto
- il pericolo (tossicità, rischio di rottura, ecc.)
- la decisione presa (ritiro dal mercato, richiamo dal consumatore)

Sfortunatamente una delle categorie più presenti all’interno di questo sistema, è proprio quella relativa agli articoli per bambini.
In special modo, in cima alla lista dei prodotti più notificati, troviamo i giocattoli con eventuali rischi annessi, come ad esempio lesioni, rischi chimici, incendio e ustione. Così come emerge che il paese più notificato sia la Cina, uno dei principali paesi esportatori di giocattoli in Europa.

Il nostro consiglio è quello di visionare frequentemente questo sito per essere costantemente aggiornati sui prodotti che abbiamo acquistato o stavamo per acquistare per il nostro bambino o che magari avevamo intenzione di regalare a persone a noi care.



Link della Commissione Europea dove poter visionare l’elenco dei prodotti:
http://ec.europa.eu/consumers/dyna/rapex/rapex_archives_en.cfm

martedì 27 gennaio 2009

Il Web è una favola per ragazzi!

Nasce il Videodecalogo per aiutare-guidare i più piccoli a muoversi in Internet senza pericoli.

Internet, delizia dei nostri giorni, luogo dove poter crescere, scoprire, dare sfogo alla creatività e curiosità tipica dei bambini più vispi e intelligenti.
Internet, sempre più, però, anche croce perché, proprio per la naturale propensione dei più piccoli alla scoperta e la loro legittima ingenuità e innocenza, luogo di possibili pericoli e disavventure.
Come si può allora proteggere i nostri bambini dalle insidie senza privarli loro di una delle più grandi rivoluzioni per il progresso umano, come furono la ruota e i caratteri mobili?
Come si può lasciare che loro colgano le opportunità e non incorrano, però, in pericoli quando non sono accompagnati da un adulto?

L’argomento è sempre più di attualità ed è di queste ore la notizia che “Comunichiamo per bene”, associazione no profit che si batte per l'etica della comunicazione nei confronti dei più piccoli, contro ogni forma di violenza ed eccesso nei contenuti presenti sui media, in collaborazione con Ubisoft, noto editore del mondo multimediale, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e un vero e proprio decalogo dedicato ai più piccoli, parlando il loro linguaggio, quello delle favole.
Così Cappuccetto rosso mette in guardia sui segreti da non rivelare ai lupi, mentre Hansel e Gretel sconsigliano di addentrarsi in sentieri (questa volta multimediali) sconosciuti per non perdersi come capitò a loro nella mitica fiaba.

Ma il web, come detto, è anche creatività e possibilità di esprimersi.
Per farlo in maniera sicura e allo stesso tempo divertente, come una vera favola, si può consigliare ai propri figli www.mypage.it.
Su Mypage i ragazzi non trovano solo un motore di ricerca adatto a loro e consigli o banner diretti ai ragazzi della loro età, ma diventano anche loro veri e propri protagonisti, in un ottica web 2.0 (il web fatto dagli utenti stessi) adatto ai ragazzi.
Con Mypage si può creare e personalizzare la propria pagina Internet con una serie di “Kidget” per poter disegnare, colorare, indicare i propri gusti e interessi, si può creare lo sfondo, modificare il logo.
I genitori potranno essere sicuri, al momento della registrazione, il loro bambino dovrà fornire una loro mail alla quale sarà chiesta una conferma di convalida. Mamma e papà saranno quindi informati dell’arrivo del loro bambino su mypage e potranno inoltre conoscere i movimenti sulla pagina del loro bambino attivando il servizio di Parental control (previa accertazione di identità del genitore) con il quale monitorare limitare il tempo di permanenza del bambino sul sito o abilitare o disabilitare alcuni privilegi del bambino.

Insomma se nella Rete i bambini potrebbero rimanere impigliati, genitori ed educatori si stanno attrezzando sempre più perché possa essere un trampolino di lancio per la loro creatività e intelligenza.







Clicca e scarica il Decalogo Web

Decalogo Web

giovedì 22 gennaio 2009

I primi bagnetti del neonato

Il primo bagno che si fa al piccolo, è un appuntamento emozionante per i genitori poiché rimarrà impresso come un dolce ricordo nella loro memoria.

Già dalla nascita, ci si preoccupa subito di lavarlo per togliere via l’odore del liquido amniotico, senza però pensare che per il neonato è fondamentale per vivere in modo graduale e senza traumi il distacco dal grembo materno al mondo che lo circonda.
Per questo motivo, è consigliabile semplicemente asciugarlo con un panno e rimandare il bagnetto nelle ore successive, ovvero quando il piccolo avrà già stabilito un buon contatto con la madre senza il rischio che l’odore del sapone lo disturbi troppo.

Durante i primi giorni di vita del neonato, la sua pelle è talmente delicata che per lavarlo basterà passargli sul corpo un tenero batuffolo di cotone imbevuto con acqua tiepida oppure una morbidissima spugna naturale, in modo da abituarlo gradualmente alla sensazione dell’acqua sulla sua pelle. La temperatura dell’acqua, infatti, non deve mai superare i 37°, che corrispondono di norma alla temperatura corporea del bambino.

Riguardo la detersione si possono utilizzare saponi, latte detergente e latte acido in quanto non danneggia il Ph della pelle, anche se non dobbiamo dimenticare che la cute del bambino non è ancora dotata di sufficiente impermeabilità, per questo durante il bagnetto sarebbe opportuno usare sempre molta acqua e poco detergente.

Quando asciughiamo il piccolo, infine, è preferibile utilizzare un asciugamano molto morbido per evitare eventuali irritazioni alla pelle; il bambino va asciugato molto bene con dei piccoli gesti, tamponando delicatamente tutto il corpo, non dimenticandoci delle parti più nascoste come ascelle, collo e inguine.

martedì 20 gennaio 2009

Cicciobello ? Quando il rischio è l’obesità neonatale!

In Italia il 36% dei bambini è obeso o in sovrappeso e già a rischio di malattie cardiovascolari.

Il dato, come oramai ci viene ricordato da più fonti, aumenta nell’età adulta può essere contrastato fin dal primo anno di vita.

Attenti, dunque, ai chili di troppo sin dalla primissima infanzia. Anche in questo caso, come per tutto ciò che riguarda i neonati e i bambini, bisogna cercare un compromesso tra dati scientifici, buonsenso e, perché no, tradizioni.

Un bel bambino cicciotello rischia , quindi, di non essere più “il ritratto della salute” come ci hanno insegnato le nostre mamme e le nostre nonne. I bimbi obesi, infatti, hanno un rischio di nove volte superiore di essere obesi anche nelle fasi successive dell'infanzia, adolescenza ed età adulta.

Ma quali le cause e, soprattutto, quali i rimedi e quando iniziare delle strategie di controllo?

La scienza è ancora, purtroppo, ancora priva di dati incontrovertibili, le ricerche sono ancora poche e spesso contrastanti.

I filoni più accreditati sembrerebbero quelli che consigliano una vigilanza immediata della dieta del bambino per scongiurare il rischio ipernutrizione in età neonatale, e l’abbattimento di grassi e un deciso incoraggiamento dell’attività fisica quando i bambini crescono e durante l’adolescenza.

Ancora una volta, poi, sembra arrivare in aiuto proprio la naturalità legata alla dieta della mamma in gravidanza e in particolare l’allattamento al seno con latte materno.

Una ricerca ha provato che il glucosio materno è una delle maggiori fonti di energia per la crescita fetale e che il mantenimento di un basso indice glicemico aiuta a prevenire la nascita di neonati di peso eccessivo.

L’allattamento al seno e con latte materno, poi,oltre a fornire l’esatta combinazione di nutrienti, permette un’attenzione maggiore contro l’eccessiva nutrizione.

I neonati allattati al seno, dunque, hanno meno probabilità di avere un peso eccessivo perché le mamme risponderebbero alla loro richiesta naturale di cibo (piuttosto che ad una programmata) e ad istintivi segnali del neonato per smettere di mangiare quando è sazio, invece che dar loro una quantità determinata di cibo, incoraggiandoli a vuotare il biberon.

Si conferma quindi, aldilà delle tabelle di crescita stilate dagli organismi internazionali, che per una corretta crescita, anche futura, dei bambini, si debba da subito stare attenti alla dieta corretta e non si debba trascendere in eccessi, spesso dettati da un’eccessiva apprensione.